«Tumore al seno, stop ai viaggi di speranza:
all'ospedale di Caserta cure di eccellenza»

«Tumore al seno, stop ai viaggi di speranza: all'ospedale di Caserta cure di eccellenza»
Mercoledì 3 Marzo 2021, 13:18 - Ultimo agg. 13:25
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Controlli e interventi intensificati per la cura del tumore al seno alla Breast Unit dell'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta. Con un'attenzione particolare alla comunicazione per ricordare che sul territorio Campano e in particolare all'ospedale di Caserta, è possibile ricevere la stessa assistenza e le stesse cure degli ospedali del Nord. Evitando, in tempi di pandemia, rischiosi e disagevoli viaggi in regioni distanti per curarsi.

Una donna che è stata curata a Caserta per tumore al seno ci tiene in particolar modo a condividere la sua esperianza per evitare che altre donne, prese dalla preoccupazionee, possano intraprendere viaggi della speranza quando a due passi da casa l'equipe della senologia dell'ospedale di Caserta non si è mai fermata.

«Ogni giorno sulla linea alta velocità che collega Napoli a Milano partono in tanti con la speranza di guarigione da una malattia, il cancro, di cui si sa molto, ma di cui, purtroppo, si fa ancora fatica a parlare… Io su quel treno non sono mai salita, forse perché la risposta a tutte le mie domande l’ ho cercata e trovata a pochi km da casa….,in un ospedale……quello di Caserta, in un reparto….quello di senologia, ma soprattutto in una persona…..il professor Gianpaolo Pitruzzella, un medico che, ogni giorno, con immensa disponibilità e dedizione, si dedica a tante pazienti, dando loro il proprio sostegno e la propria guida in questa “avventura” difficile e, il più delle volte, lunga e articolata. Quando ho scoperto, in seguito ad un normale screening di controllo, di avere un ospite indesiderato presente nel mio seno, non ero preparata……inutile raccontare il contrario…..Faceva male il solo pronunciare quella parola…tumore! La mia mente in un attimo è stata presa d’assalto da una miriade di pensieri confusi e contrastanti, ma, uno in particolare, la morte, ha preso il sopravvento sugli altri, anche se solo per poco….Ho iniziato, infatti, a prendere subito le distanze dalle paure, dalle ansie, dai pensieri negativi e, con razionalità, ho pensato ad affrontare clinicamente il problema. Ho effettuato consulti anche in altri centri di eccellenza a Napoli e Roma: per alcuni medici che mi hanno visitata ero semplicemente una paziente, un numero in lista di attesa; per altri ero l’ occasione per l’ ennesima onerosa parcella; io posso solo dire che il confronto mi ha aiutata ancor di più a prendere la decisione di rivolgermi alla Breast Unit di Senologia dell’ ospedale di Caserta, che ha effettuato un intervento di mastectomia con contestuale mastoplastica additiva. Questo è un aspetto che non mi stancherò mai di sottolineare, vale a dire la possibilità che mi ha dato di svegliarmi dall’anestesia con un seno uguale a prima, senza, quindi, avvertire forma di mutilazione alcuna e senza subire il trauma di un successivo intervento ricostruttivo. Ci tengo, inoltre, a far presente che, nonostante l’ imperversare dell’ epidemia dovuta al Covid-19, l’ assistenza da parte di tutto il personale medico e paramedico, è stata puntuale ed accorta, anche durante le cure chemioterapiche, per le quali sono stata indirizzata presso l’unità di oncologia, anch’essa ricca di scrupolosi e validi professionisti. È stato importante per me avere dei validi riferimenti medici a poca distanza da casa; soprattutto quando si inizia il percorso chemioterapico, è necessaria una periodicità di esecuzione e, se ai tanti disagi legati inevitabilmente alla malattia, si riescono a sottrarre quelli legati ad eventuali chilometrici spostamenti, penso che questo possa solo alleggerire e semplificare la vita! Una vita che per me non sarà più la stessa, si intende, ma solo perché questa esperienza mi ha insegnato tanto. Mi ha insegnato che non bisogna mai sentirsi malati, perché la malattia si ferma davanti a te, se non sei tu a fermarti di fronte ad essa! Mi ha insegnato che si deve e si può continuare a vivere normalmente, con il proprio lavoro, i propri impegni, la famiglia, i figli, non modificando alcuna prassi o abitudine di sempre. Che bisogna trovare nel cambiamento, se pur apparentemente negativo e destabilizzante, una opportunità: un seno nuovo, un nuovo look con la parrucca all’ ultima moda, una nuova dimensione insomma. Mi ha insegnato che il cancro non deve essere considerato come un tabù, ma una malattia come le altre da affrontare, curare e da cui si può guarire; è semplicemente da ritenersi come un piccolo incidente di percorso rispetto al lungo cammino della nostra esistenza. Mi ha insegnato che la diagnosi precoce è l’unico valido ed efficace strumento per combatterlo; la tempestività di intervento aumenta notevolmente le possibilità di guarigione e contribuisce a rendere la cure meno invasive. Mi ha insegnato che la vita è bella e vale, in ogni caso, la pena di essere vissuta!!!»

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