«Gli alunni del tempo», un'altra perla di Marotta torna in libreria per Polidoro

Venerdì 25 Giugno 2021
«Gli alunni del tempo», un'altra perla di Marotta torna in libreria per Polidoro

Polidoro editore porta avanti il progetto di riscoperta di un grande autore napoletano e italiano, avviato nel 2020 con San Gennaro non dice mai no. Parliamo di Giuseppe Marotta, del quale torna in libreria un altro testo mitico, Gli alunni del tempo, con la prefazione di Goffredo Fofi, grazie alla coraggiosa casa editrice partenopea, sempre più affermata nel panorama editoriale indipendente. 

Vito Cacace è l’unico di via del Pallonetto, a Santa Lucia, a comprare il giornale ogni mattina. L’accanito lettore ogni giorno si procura la sua copia, prepara il caffè, e si siede sull’uscio del suo basso per commentare col vicinato quello che ha letto. Ogni giorno, che piova o ci sia il sole, che sia estate o inverno, tra quei vicoli di Napoli nasce un dialogo serrato che ha come tema centrale i fatti del mondo. Politica locale e internazionale, religione, cronaca nera o passionale, pettegolezzi mondani e scienza moderna vengono passati al vaglio degli abitanti del quartiere quasi come fossero fiabe arrivate da lontano, di cui dibattere il senso, la veridicità, la meraviglia.

Riprendendo lo schema narrativo già sperimentato ne Gli alunni del sole, con questo romanzo Giuseppe Marotta raffigura, attraverso la voce del popolo e con una scrittura cruda e ironica, l’Italia meridionale del dopoguerra.

A noi toglieteci dallo stomaco il tam tam selvaggio dell’appetito, e subito ci fabbrichiamo una garitta di paradiso in qualunque inferno.

Giuseppe Marotta (Napoli, 5 aprile 1902 – 10 ottobre 1963) è stato un giornalista, scrittore e sceneggiatore italiano. Nato a Napoli da una famiglia della media borghesia originaria di Avellino, fin dall’adolescenza dimostra un vivo interesse per la letteratura e la musica, leggendo e studiando, da autodidatta. Si trasferisce sin da giovanissimo a Milano per intraprendere la carriera di giornalista. I primi tempi non sono certamente facili e per un periodo è costretto a dormire sulle panchine di un parco. Inizia a farsi strada lavorando come redattore prima da Mondadori e poi da Rizzoli. Scrive intanto per diverse testate, tra cui «La Stampa», e la sua penna non passa inosservata: viene notato da Aldo Borelli che gli apre le porte de «Il Corriere della Sera», collaborazione che durerà, seppur a fasi alterne, quasi tutta la sua vita. Spirito libero e scrittore prolifico, non interrompe mai la collaborazione con altri giornali, scrivendo articoli, novelle, romanzi a puntate e commedie. A metà del Novecento, inizia a lavorare come sceneggiatore, scrivendo soggetti e sceneggiature per il cinema e il teatro, collaborando con i più grandi di quel tempo: De Feo, De Sica, Zavattini, Soldati, De Filippo, Giannini. Tutto questo lo porta ad approcciarsi anche alla critica cinematografica, scrivendo recensioni per «L’Europeo». La sua Napoli, mai dimenticata, è al centro della produzione narrativa, su cui si concentrerà maggiormente dagli anni Quaranta in poi.

Dopo una serie di romanzi e novelle umoristiche – spesso pubblicati prima a puntate sulle riviste e poi in volumi unitari - incontra il successo nel 1947 con la pubblicazione de L’oro di Napoli, da cui Vittorio De Sica trasse l’omonimo film nel 1954, con sceneggiatura scritta dallo stesso Marotta insieme a Zavattini.

La sua produzione può dirsi sconfinata: romanzi, novelle, saggi, commedie, sceneggiature e soggetti per il teatro e il cinema, senza dimenticare la fittissima produzione giornalistica.

Nel 1954 vince il Premio Bagutta per il romanzo Coraggio Guardiamo e nel 1958 vince il Premio speciale Viareggio per Marotta Ciack. Nel 1961 vince uno dei premi giornalistici più importanti, Il Premiolino. Con Gli alunni del tempo vinse il Premio Napoli nel 1960.

 

 

 

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