Il monastero dei delitti, i mostri della triplice X nel thriller di Claudio Aita

di Chiara Graziani

Che questo thriller sia materia incandescente attinta dalla cronaca recente lo dice il fatto che diversi dei suoi personaggi sono innominabili ed innominati. Frutto di fantasia, basterebbe dar loro un cognome di pura fantasia, come per il protagonista, Geremia Solaris, che l'autore, Claudio Aita, ci racconta alla deriva in una Firenze da incubo. Invece no. Il monastero dei delitti, (Newton compton editori, 345 pagine, un sito web che illustra personaggi storici e location), una trama su tre piani temporali - dal medioevo ad oggi - non dà, e non può dare, un cognome ad alcuni dei suoi più inquietanti personaggi.

Nel giallo storico di Aita i signori XXX sono tanti. E sotto quelle tre xxx si nascondono i risvolti meno noti, popolari e politicamente corretti della tremenda e irrisolta - checchè se ne dica - saga del mostro di Firenze. Talmente caldi ed aperti che un cognome sbagliato, allusivo alla realtà, anche involontariamente, renderebbe il libro oggetto di aperte controversie. Tanti potrebbero essere feriti da questo racconto. E così  una schiera di mostri, lucidi, scaltri, armati di buone e cattive cause e degli stessi metodi e strumenti, si affronta a Firenze sotto il marchio della triplice XXX che - sola - rende possibile raccontare la vicenda che Aita ha in mente. Una vicenda che, nella realtà. ancora espone ferite aperte. Ferite che nella mente di Aita sono ben lontane dal rimarginarsi per quanto l'ultimo delitto  del maniaco risalga al 1985, con il massacro dei due turisti francesi, Nadine Mauriot  e Jean-Michel Kraveichvili.

Se la scena è sempre la stessa - Firenze e la corolla di piccoli centri che lo circonda - il racconto salta su tre piani temporali. Con debutto nel Trecento, dove, nella dispensa di un convento fiorentino, il cadavere sventrato e mutilato del pube di una giovane donna, la monaca Adele, fa gridare alla presenza di Satana fra le sante mura. L'alter ego di Geremia Solaris, il francescano fra' Lamberto, si troverà a ripercorrere una scia di sangue che attraverso i secoli, arriverà al professore, fallito ma prescelto, degli anni 2000.  In questa missione di verità Solarsi si troverà, un delitto dopo l'altro, alla fine solo e con la verità davanti, armata di una pistola.  Senza speranza, davanti al male. 

 
Giovedì 8 Febbraio 2018, 23:15 - Ultimo aggiornamento: 08-02-2018 23:15
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