Nicotera narratore mediterraneo tra sirene, viaggiatori e migranti

di Ida Palisi

«Mi chiamo Andreas. Non sono greco. Ma un poco sì. E anche un po' magrebino, normanno e lusitano. Come tutti noi che teniamo i piedi in questa vasca di mare». Siamo tutti figli della nostra storia, dei luoghi in cui siamo nati, delle tradizioni che ci hanno preceduto e che ci accompagneranno, del nostro Mediterraneo. Così nel racconto di chi ha fatto delle parole la sua vita e il suo mestiere, ci ritroviamo l'umanità perduta delle nostre terre e della nostra gente, l'amore per le piccole cose restituiti con il piglio di un poeta-scrittore. È uno scrigno di storie con sfondo il Mediterraneo il romanzo di Carlo Nicotera Gli orti della Sirena (Iemme Edizioni, pagine 324, euro 9,90, introduzione di Vincenzo Siniscalchi).

Nicotera (giornalista di lungo corso, in passato responsabile di diversi settori per «Il Mattino») scrive una storia collettiva dissimulandosi dietro la figura di Andreas, giornalista anziano che ripercorre la vita familiare su e giù tra passato e presente, incrociando fatti e destini, e attraversando il mare nostrum con lo sguardo lungo di più generazioni. Le vicende sono narrate in chiave fiabesca e realistica al tempo stesso, ricercando nelle piccole storie un filone unico, nel tentativo di recuperare la bellezza che ci circonda e che dobbiamo preservare, ma anche le relazioni perdute, i rapporti a tu per tu. L'io narrante svela un animo disincantato e ironico, nostalgico e semplice, capace di riportarci a contatto con la natura, il cibo, le tradizioni, persino con una lingua distante dall'italiano medio, in cui la parola è pregnante, il lessico variopinto, la sintassi a tenuta poetica.

Da Napoli alla Sicilia, dalla Grecia alla Turchia, Nicotera ci accompagna a conoscere migranti e prostitute, attraversa guerre e razzismi e li racconta con lo stupore di chi guarda per la prima volta e la sapienza di chi ha un'antica dimestichezza con la scrittura. Ricordandoci che «il cuore della gente era diverso» quando non eravamo assuefatti agli sbarchi e alla violenza, quando le persone non erano numeri. Che lo si legga come un'epopea familiare o come il racconto del popolo del Mediterraneo, il libro che intreccia cronache e sogni, è un unicum armonioso e completo, una specie di diario di viaggio in quel mare senza confini che diventa la vita quando la si guarda da una prospettiva più ampia.

`presentazione alle 18 al circolo Posillipo, con l'autore saranno presenti Vincenzo Siniscalchi, Vittorio Del Tufo, Antonello Pisanti. Letture di Massimo Andrei, musiche di Fabrizio Piepoli
Giovedì 29 Novembre 2018, 10:34 - Ultimo aggiornamento: 29-11-2018 11:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2018-12-09 02:44:43
Sirene

QUICKMAP