Il ritorno di Salman Rushdie: «Non temo più Napoli, ho vinto la mia fobia»

di Ugo Cundari

0
  • 41
Sir Salman Rushdie arriva al Madre di via Settembrini con uno sguardo divertito dietro gli occhialini tondi, ormai gira senza scorta, passata (quasi) la paura per la fatwa scaturita dai suoi Versetti satanici. «Sono andato in giro per Napoli e, come sempre, non riesco a evitare di farmi rapire dai vicoli e dalla gente. Qui si respira un'aria di mescolamento, di impasto di culture. Questa è la vera pizza napoletana». Impressioni diverse rispetto a quando è venuto l'ultima volta, dieci anni fa? «Allora avevo paura di camminare per la città, mi aspettavo che da un balcone potesse cadermi un maiale in testa, come nel racconto di Graham Greene. Stavolta ho superato la mia fobia e sono stato più tranquillo». A intervistare Rushdie è Antonio Monda, ideatore del festival «Le conversazioni» insieme a Davide Azzolini. Lo scrittore angolo-indiano parla di arte, immaginazione, realismo e surrealismo raccontandosi attraverso tre film, tre quadri, una canzone, un luogo e due persone che hanno formato il suo immaginario.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Sabato 22 Giugno 2019, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 22-06-2019 14:52
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP