Ad Art Basel protagoniste le grandi gallerie napoletane

Domenica 26 Settembre 2021 di AnnaChiara Della Corte
Ad Art Basel protagoniste le grandi gallerie napoletane

Riparte il settore fieristico dell'arte moderna e contemporanea con l'appuntamento più atteso per collezionisti e galleristi di mezzo mondo: Art Basel, che conclude oggi la sua 50esima edizione.

Napoli si distingue per la ricercatezza e lo spessore di due galleristi storici della città: Alfonso Artiaco e Lia Rumma, protagonisti di questa 50esima edizione della fiera svizzera con booth importanti e alcuni dei più quotati artisti a livello internazionale. Proprio nella hall centrale di Messe Basel, in compagnia di circa 270 gallerie di oltre 60 paesi , si distingue lo stand di Lia Rumma, custodito da un'imponente vetrina, come a sottolineare la tridimensionalità dello stand quale pretesto di riflessione sul rito dello scambio economico e culturale determinato dall’azione che si svolge in una fiera d'arte.

 

"Il visitatore è portato a creare un rapporto personale con le opere in mostra grazie alla tensione dinamica che sorge tra sguardo e desiderio, piacere visivo e provocazione linguistica, incentivo a un meccanismo di consumo e ostacolo ad esso." Sottolinea Andrea Villani, co-curatore dello stand.

Lia, la Signora dell'arte con spazi espositivi a Napoli e Milano ed una home gallery in quel gioiello architettonico sospeso tra arte e natura che è Palazzo Donn'Anna, celebra a Basilea i 50 anni di attività con un progetto che intende omaggiare, attraverso una selezione di capolavori storici dell'Arte Povera e dell'Arte Concettuale, l'operato della stessa galleria mettendone in luce la continuità storica ed il suo "peso" contemporaneo. Tra gli artisti in mostra: Joseph Kosuth , Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto , con l'iconica “opera-azione” presentata nel 1968 ad Amalfi  per “Arte Povera più Azioni Povere”,  un dittico fotografico e testuale che ripercorre una nota performance dii Marina Abramovic , e le "Colonne perse" di Ettore Spalletti.

A pochi booth di distanza, lo spazioso stand di Alfonso Aritaco, gallerista napoletano impegnato da oltre trent'anni nella promozione dell'arte minimale, concettuale, prima a Pozzuoli , poi nella sede di Piazzetta Nilo, all'interno di un palazzo patrizio del '700. Perché, si sa, a Napoli il Contemporaneo vive nei palazzi. Tra gli autori scelti da Artiaco nomi dal calibro di Sol LeWitt, Darren Almond, Alan Charlton, Michel François, Niele Toroni, Juan Uslè; la suggestiva installazione  musicale  sotto-forma di percussioni di Anri Sala che invita lo spettatore ad un'esperienza immersiva e sintetica; Giulio Paolini con «Giove e Antiope», ispirato all'omonimo dipinto esposto al Louvre di Watteau; ancora  il duo avellinese Perino & Vele, e tante quote rosa con Veronica  Janssens,  Vera Lutter, Rita McBride, Maria Thereza Alves. Infine Gilbert & George, presente anche nella sezione Unlimited, quasi una Biennale interna alla fiera, dove ammirare opere di dimensioni particolarmente estese.

Ancora, la galleria londinese ma legata a doppio filo a Napoli, Thomas Dane, con sede espositiva al piano nobile di Casa Ruffo, in Via Crispi, un tempo casa di Benedetto Croce, espone quasi solo artiste donne , tra cui Lynda Benglis, Cecily Brown,Caragh Thuring, e partecipa anche al "Fuori-Basilea", con una performance di Michael Landy per il 25esimo anno del Museo Tinguely.

Insomma, in un anno di non semplice ripresa, segnato dalla minaccia pandemica,  l'incontro a tu per tu con l'arte ha avuto la meglio ,  dimostrando la seduzione dell'arte vista di persona. Lo testimoniano anche le maggiori gallerie napoletane che hanno manifestato  spirito competitivo ed un reciproco incoraggiamento. Cosa molto difficile da replicare online. 

 

Ultimo aggiornamento: 16:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA