Il salto nel passato di Paestum: tornano «I giorni romani» tra i templi

Mercoledì 20 Luglio 2016 di Erminia Pellecchia

Focaccine morbide e fragranti, imbottite di formaggio di pecora e avvolte in foglie d'alloro, spiedini di carne, salsicce, legumi, verdure di stagione, pane spalmato di garum e, per finire, torta alla cartaginese con mascarpone, ricotta e miele, una sorta di tiramisù dei tempi di Annibale col pepe a dare una scossa energetica, visto che caffè e cioccolata non erano ancora conosciuti. Tutto servito al momento, accompagnato da un bicchiere di mulsum, il vino speziato dei nostri antenati. E da consumare al banco, come nei moderni fast food, di cui il thermopolium è l'antesignano. Paestum fa un salto nel passato e ci invita questo weekend (23-24 luglio) a vivere “I giorni romani” con le atmosfere curate dalle associazioni Spqr, Mos Maiorum, Romanitas e Cultus Deorum, da anni impegnate, d'intesa con il Ministero per i beni culturali, nella valorizzazione delle aree archeologiche con living history, e consulenti in documentari storici come quelli realizzati per Alberto Angela e The National Geographic Channel. «Come archeologi – spiega il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel, che dopo l'esperienza felice di giugno ripropone la spettacolare iniziativa - dobbiamo sollecitare l'immaginazione di tutti per rendere comprensibile i nostri siti storici e le rievocazioni, se basate su dati scientifici come in questo caso, sono l'ideale».
 

 

Passeggeremo, così, nell'area dell'antica colonia magnogreca urbanizzata e riqualificata dopo il giuramento di fedeltà a Roma nel 273 a. C. e proveremo l'emozione di trovarci in quei posti, in quell'epoca. Dall'anfiteatro al Tempio della Pace, dal Foro alle botteghe artigiane saremo gomito a gomito con matrone, senatori, commercianti, patrizi, plebei, schiavi. Assaggeremo nelle tabernae, riproposte da Cristina Conte, le ricette di Catone il Censore, da far venire l'acquolina in bocca visto che nel suo “De Agricoltura” le aveva inserite come consiglio alle mogli per evitare le scappatelle dei mariti. Scopriremo come venivano coniate le monete – la città della Piana del Sele aveva una sua zecca – ed i segreti di olii profumati e cosmetici bio. Proveremo a tessere trame preziose con telai perfettamente ricostruiti e funzionanti e saremo discepoli del laboratorio di affreschi e mosaici di Iolanda Dente. Apprenderemo le arti mediche da Eutyches e ammireremo la più vasta collezione al mondo di strumenti chirurgici dell'età della Repubblica e dell'Impero. Assisteremo ai riti sacri dei sacerdoti e a un vero e proprio comizio con tanto di “voto di scambio” tenuto dal nobile pestano Quinto Arrio Serio in corsa per la carica di questore che, sfruttando la vincente formula “panem et circenses” promette alla folla strabilianti giochi. Ed ecco, al tramonto (sabato alle 19 e domenica alle 16) la grande attrazione che ci coinvolgerà in un tifo da stadio: lo spettacolo dei combattimenti gladiatori che, a detta dello storico locale Ernesto Apicella, erano frequenti e accorsatissimi a Paestum e nella vicina Agropoli.

Info: 23 luglio dalle 16 alle 24 (ultimo accesso alle 23), 9 euro incluso ingresso al museo e all'area archeologica; 7 euro con ingresso alle 18,50 per i ludi gladiatori; 24 luglio dalle 10 alle 17, 9 euro incluso ingresso al museo e agli scavi.

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