Il mare come un’autostrada: è boom in Italia

di Marco Perillo

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Il 14 agosto 2018 è una di quelle date che non si dimenticano. Nel corso di un'insolita e cupa giornata estiva di pioggia crolla drammaticamente il ponte Morandi di Genova, con il tragico bilancio di 43 vittime. L'Italia piomba nel caos: è divisa in due. I trasporti vanno in tilt; scompare improvvisamente uno snodo fondamentale per la viabilità di persone e merci.

Cosa è cambiato nei mesi successivi alla tragedia? Come si è ovviato all’emergenza dei collegamenti? Una possibile risposta arriva dall’utilizzo sempre più assiduo delle Autostrade del Mare, progetto nato nel 2001 che tende a incentivare il trasporto marittimo in alternativa alla viabilità ordinaria su strada per collegare l’Italia agli Stati europei mediterranei.

Un ricorrere sempre più frequente, a quanto pare. Nel 2018 per Autostrade del Mare si registrano stime che possiamo considerare piuttosto significative: si riscontra infatti un aumento del 3,6% rispetto al 2017 e in particolar modo sul segmento Ro-Ro – quello elativo alle navi traghetto vere e proprie – il dato è ormai equiparabile al traffico container in termini di quote di mercato (22% Ro-Ro contro il 22,7% del traffico container).

Un aumento non da poco, se consideriamo il peggioramento della congiuntura economica internazionale a partire dal secondo semestre del 2018, resa emblematica dal rallentamento del PIL cinese ed europeo. In questo scenario generale nell'ultimo anno ci troviamo di fronte a una sostanziale invarianza della performance del trasporto marittimo italiano. E tuttavia, per quanto riguarda il comparto cargo, riscontriamo una crescita del 9,2% dal 2014, passando così da 460 milioni a 503 milioni di tonnellate movimentate nel 2018 negli scali nazionali. 

Se questi dati sono incoraggianti, ottimi sono i numeri per ciò che concerne il comparto passeggeri, in un'Italia che fa del turismo uno dei suoi punti di forza. Nel 2018 i passeggeri totali sono stati 54,5 milioni, con un aumento del 4,8% sul 2017. In grande spolvero anche il segmento crocieristico, che sul 2017 ha registrato un +11%, e pure il segmento traghetti Ro-Pax, che in 5 anni ha visto un aumento del 31% circa. Nel 2018 le aree con la crescita più forte sono risultate quelle del Nord Tirreno e del Sud Adriatico, con più del 50% di crescita nel traffico Ro-Ro.

E per quanto riguarda la tragedia del ponte Morandi? Ha fatto sentire davvero i suoi effetti? Certamente, ma soltanto per quanto concerne lo scalo di Genova, e in modo non preponderante. Il traffico di Autostrade del Mare nel porto della Lanterna, nonostante il tragico evento del 14 agosto, è cresciuto del 3,7% su base annua, nonostante sembra esserci stato un leggero rallentamento rispetto al trend di crescita che stava registrando il traffico di rotabili nel primo semestre 2018 che, rispetto ad analogo periodo del 2017, registrava un aumento del 6,9%.

«Il settore delle Autostrade del Mare in Italia conferma di anno in anno la propria dinamicità ed attrattività sul mercato, avendo di gran lunga superato le stime di crescita al 2020 delineate nel Piano Strategico nazionale della portualità e della Logistica del 2015 - racconta Ennio Cascetta, Amministratore Unico Rete Autostrade Mediterranee Logistica Infrastrutture Trasporti S.p.A. -.  Grazie anche ad un’offerta di servizi pari ad oltre 560 partenze settimanali su rotte nazionali ed internazionali per oltre 1,3 milioni di metri lineari di stiva a settimana, di cui oltre l’80% è coperto da compagnie armatoriali nazionali, l’Italia è ormai da vari anni il secondo paese nell’Unione Europea per tonnellate movimentate su rotabili, dopo la Gran Bretagna, con una quota di mercato circa del 21,6% del totale EU mentre nel segmento traghetti il nostro paese è leader in Europa, sia per totale passeggeri trasportati, che per passeggeri trasportati su tratte domestiche».

«Emblematico della maturità raggiunta dal settore - prosegue Cascetta - e dalla piena integrazione dei servizi di combinato mare-strada nelle catene logistiche nazionali ed internazionali, è l’andamento del traffico di rotabili nel porto di Genova nel corso del 2018 per cui, nonostante la tragedia del Viadotto Polcevera, si stima una crescita di circa il 3,7% rispetto all’anno precedente a fronte, ad esempio, di un calo del traffico contenitori».

«In aggiunta a ciò - conclude l'amministratore unico - il trend positivo che si registra sia a livello nazionale che a livello di singolo scalo consegue verosimilmente anche dal primo anno di entrata in vigore dell’incentivo denominato Marebonus finalizzato a sostenere nuovi servizi regolari e l’upgrading di tratte già esistenti».
Domenica 24 Marzo 2019, 10:03 - Ultimo aggiornamento: 24-03-2019 15:52
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