Napoli, la sfida dell'innovazione:
Google e Microsoft ​a San Giovanni

di Nando Santonastaso

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La visione del Mezzogiorno «è quella di un territorio che può e deve diventare un motore potente della ripresa nazionale. Di un Paese unito e compatto anche grazie a un reticolato di imprese che, senza soluzione di continuità, caratterizzerà da Nord a Sud l'intero Paese». È la strada obbligata, spiega Vincenzo Boccia nel passaggio della sua relazione all'Assemblea nazionale di Confindustria più esplicitamente dedicato al Meridione, «per fermare la fuga dei nostri giovani, in particolare i 65mila che ogni anno lasciano il Mezzogiorno, un terzo dei quali laureati, svuotando il territorio di energie e intelligenze». Un obiettivo chiaro quanto complicato, visti i tempi. Ma sul quale il mondo delle imprese si candida ad agire in prima persona. A partire dai saperi più avanzati, dalle tecnologie del digitale, dal supporto strategico della ricerca avanzata. E l'attenzione torna inevitabilmente su Napoli, a partire dal modello-San Giovanni a Teduccio dove l'incontro tra imprese industriali, territorio e accademia (Federico II) è ormai una realtà, con la partecipazione attiva dei big internazionali dell'innovazione, da Apple a Cisco, a Deloitte. E dove sembra effettivamente possibile formare le competenze che servono alle aziende, come lo stesso Boccia sottolinea, e più in generale ad un Paese che diventi «faro dell'innovazione, con fabbriche intelligenti e infrastrutture immateriali diffuse».
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Giovedì 23 Maggio 2019, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 23-05-2019 13:40
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