730 precompilato, meno scontrini e ricevute da conservare per il fisco: la dichiarazione dei redditi sarà più facile

Venerdì 3 Dicembre 2021 di Luca Cifoni
Meno scontrini e ricevute da conservare per il fisco: il 730 sarà più semplice

Meno scontrini e pezzi di carta da conservare, se si presenta la dichiarazione dei redditi precompilata con il sistema “fai da te” direttamente dal proprio pc oppure tramite il datore di lavoro. La semplificazione è contenuta in un emendamento presentato da Leu al decreto su fisco e lavoro, sul quale ieri la Camera è stata chiamata a votare la fiducia. Ormai da alcuni anni strutture sanitarie, università, banche e altri soggetti inviano all’Agenzia delle Entrate la documentazione elettronica relativa alle transazioni con i contribuenti, quindi i pagamenti per visite mediche, rette, mutui e così via. Informazioni che affluiscono direttamente sul 730.

Con le regole attuali, chi poi lo invia così com’è, accettandolo quindi senza modifiche, si mette al riparo da successivi controlli formali dell’amministrazione fiscale. Se invece il contribuente interviene per modificare anche un solo dato, ad esempio per aggiungere una spesa relativa alle attività sportive dei figli (che non sono trasmesse telematicamente) allora torna la possibilità di verificare i documenti. In teoria tutti, anche quelli che non erano stati cambiati: da qui deriva la necessità di conservare scontrini e ricevute, anche se in realtà l’Agenzia delle Entrate è già in possesso di quei dati. Con la correzione legislativa invece i controlli potranno riguardare solo le informazioni effettivamente modificate. In linea di massima l’Agenzia si regolava già in questo modo, ma la nuova norma dà una certezza ai contribuenti, che quindi non avranno l’obbligo di conservare pezzi di carta, se non quelli che si riferiscono alle novità concretamente inserite nella dichiarazione.

Va precisato che l’emendamento si applica solo ad una casistica, quella della dichiarazione presentata direttamente dal contribuente o, come detto, tramite il sostituto d’imposta quando questo si incarica di trasmettere il 730. Ci sono regole diverse invece per chi passa dai Caf, i centri di assistenza fiscale: in questo caso le verifiche sono fatte nei confronti di questi soggetti e quindi l’obbligo di conservazione non ricade direttamente sui contribuenti. Maria Cecilia Guerra, esponente di Leu nonché sottosegretaria al ministero dell’Economia, ha però specificato che «il prossimo passo» sarà quello di estendere il meccanismo alle dichiarazioni presentate tramite Caf. 

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Tra le altre novità in tema fiscale, c’è anche la norma che limita l’impugnabilità delle cartelle. In pratica se il contribuente ritiene che ci sia stata un’omessa o invalida notifica pregressa di una cartella di pagamento (oppure in caso di sopravvenuta prescrizione del debito iscritto a ruolo) non potrà rivolgersi al giudice tributario per l’impugnazione dei ruoli dei quali è venuto a conoscenza a mezzo del rilascio del cosiddetto “estratto di ruolo” da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

E sempre a proposito di cartelle, resta in sospeso il tema di una nuova proroga dei termini di pagamento, dopo il mini-slittamento approvato in commissione a Palazzo Madama. La scadenza è stata spostata dal 30 novembre al 9 dicembre, e dal punto di vista del contribuente c’è la possibilità di sfruttare anche i cinque giorni di tolleranza previsti dalla normativa. Ma con l’esame della legge di bilancio potrebbero arrivare ulteriori aggiustamenti. Come confermato da Laura Castelli, viceministra dell’Economia, sul tavolo ci sono sia una ulteriore diluizione dei pagamenti sia una eventuale rottamazione quater, richiesta dal Movimento 5 Stelle.

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