Alitalia, schiaffo dei commissari: «No ai corsi di formazione per Ita»

Giovedì 30 Settembre 2021 di Umberto Mancini
Alitalia, schiaffo dei commissari: «No ai corsi di formazione per Ita»

A 15 giorni dal decollo, Ita rischia seriamente di restare inchiodata a terra. E non per le proteste dei sindacati o qualche diktat di Bruxelles. A bloccare la newco è il “fuoco amico” a terra, quello dei commissari straordinari di Alitalia che, senza una spiegazione logica, hanno bloccato i corsi di formazione per il personale navigante che dalla vecchia Az deve passare a Ita. Lo stop è arrivato ieri sera e non consente a piloti e assistenti di volo di fare le ore di formazione necessarie - obbligatorie per legge - per salire a bordo della nuova compagnia. Sia quelle in aula che quelle al simulatore. 

«Non è un problema di nostra competenza», hanno scritto in una mail i tre commissari Gabriele Fava, Giuseppe Leogrande e Daniele Santosuosso, lasciando tutti di sasso. Perché senza il certificato di frequenza o le ore al simulatore non si può volare. Insomma, se il trend non cambierà, potranno essere considerati inutili le assunzioni fatte in gran fretta, inutile il braccio di ferro con i sindacati per allineare al mercato gli stipendi, inutile il lungo e doloroso negoziato con la Commissione Ue che ha imposto tanti sacrifici. Per i sindacati il “no” dell’amministrazione straordinaria sul versante della formazione, anche se legato a qualche sconosciuto regolamento, avrebbe il sapore del boicottaggio. O magari di un dispetto per marcare la discontinuità e non concedere nulla al nuovo arrivato. Uno stop molto grave a pochi giorni dal passaggio di consegne tra le due compagnie. Non è chiaro se un ripensamento sia possibile, di certo al momento la situazione è bloccata, cristallizzata, da allarme rosso. 

Non va meglio sul fronte caldo del call center, anche qui i commissari non favoriscono il passaggio verso il nuovo sistema e di fatto impediscono un corretto rapporto con i clienti. Acuendo problemi e disservizi.

Il paradosso riguarda però la vendita dei biglietti perché il sito Alitalia, anche qui in maniera poco comprensibile, blocca il transito verso quello provvisorio di Ita, non favorendo la vendita dei ticket. Come se le due entità fossero su due pianeti diversi e non due società che appartengono al ministero del Tesoro. La prima, Alitalia, già costata circa 12 miliardi ai contribuenti, la seconda, Ita, per la quale lo Stato ha già investito 1,2 miliardi. Insomma, invece della collaborazione che tutti si aspetterebbero, sembra regnare una guerra di posizione. Logorante e dagli esiti incerti. Visto che il fallimento di Az, che non paga da tempo fornitori e servizi aeroportuali, è sempre dietro l’angolo. Basterebbe infatti una ingiunzione per far naufragare il salvataggio e rimettere tutto in discussione. 

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Del resto, gli stessi commissari hanno ammesso che i soldi in cassa sono esauriti. Ed è per questo che hanno pagato solo il 50% degli stipendi di settembre. Ma a rischio, dicono sempre fonti sindacali, ci sarebbero anche le liquidazioni. Il sospetto è che l’amministrazione straordinaria, contando su tempi più lunghi di quelli indicati dal governo e imposti dalla Ue, non abbia accantonato nulla o comunque molto poco per affrontare il delicato passaggio e che punti al blocco operativo per ottenere altri fondi dal Tesoro. Sopratutto ad oggi i commissari non hanno ceduto nessun asset, nè chiesto un anticipo ad Ita per i servizi di manutenzione ed handling che verranno forniti. Un mistero che angoscia i sindacati e i 2.800 lavoratori che attendono di iniziare una nuova avventura nei cieli. Per Salvatore Pellecchia della Fit-Cisl servono risposte immediate: «Ci aspettiamo dal ministro Orlando una soluzione per proteggere i lavoratori in esubero». Domani il vertice al ministero. Circa 3.300 i piloti e assistenti di volo da “proteggere”. Possibile l’allungamento di 2 anni della Cigs. 

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