GIUSEPPE CONTE

Autostrade, ecco il piano: 3,4 miliardi e nuove tariffe per l'accordo con il governo

Sabato 11 Luglio 2020 di Andrea Bassi
Autostrade, ecco il piano: 3,4 miliardi e nuove tariffe per l'accordo con il governo

Il gruppo Atlantia alza la posta e mette sul tavolo 3,4 miliardi di euro, per provare a chiudere il contenzioso con il governo nato dopo il crollo del Ponte Morandi ed evitare la revoca della concessione. I consigli di amministrazione di Atlantia (la società controllante) e di Autostrade per l'Italia, si sono riuniti per mettere nero su bianco la loro nuova offerta. La lettera è stata inviata al governo e contiene una serie di allegati tecnici sulle tariffe, sugli investimenti e sulle manutenzioni.

La cifra offerta dalla società controllata dalla famiglia Benetton è di 400 milioni superiore a quella indicata nell'ultimo documento inviato da Autostrade al governo. Un miliardo e mezzo di euro saranno destinati alla riduzione delle tariffe (che il governo stima del 5%) o a nuovi investimenti, 700 milioni a un incremento del piano di manutenzione, 800 milioni alle comunità genovesi (nella cifra sono compresi i soldi della ricostruzione del Ponte Morandi). Toccherà al governo stabilire come utilizzare i 400 milioni aggiuntivi. 

L'altra novità, è che la società concessionaria accetterà il sistema tariffario dell'Autorità dei Trasporti. Il sistema prevede che il capitale investito nelle nuove opere sia remunerato ad un tasso del 7,09% (invece dell'attuale 11%) durante il periodo di ammortamento dell'opera stessa. Dunque, prima di ottenere il riconoscimento in tariffa del valore della nuova infrastruttura, sarà necessario averla realizzata. Inoltre tutti i proventi da aree di servizio andranno strutturalmente a ridurre le tariffe stesse. Autostrade nella sua lettera ha però chiesto che la nuova convenzione consenta un andamento delle tariffe tale da garantire il piano di investimenti da 14,5 miliardi, al quale del resto lo stesso governo tiene molto.

Anche sull'ormai famoso articolo 35 del decreto mille-proroghe, quello che ha tagliato da 23 miliardi a 7 miliardi l'indennizzo ad Autostrade in caso di inadempimento, c'è un passo avanti. Il "grave inadempimento" previsto dall'articolo 35 che può portare alla revoca della concessione, verrebbe specificato meglio. La società avrebbe accettato la proposta fatta dal governo al tavolo della trattativa per "tipizzare" il grave inadempimento, ossia per specificare quali sono esattamente gli eventi che possono portare alla revoca. Si tratterebbe delle gravissime interruzioni di nodi fondamentali della rete considerati "non recuperabili". Queste gravissime interruzioni verrebbero valutate da una Commissione esterna. Secondo il governo questa impostazione dovrebbe bastare a convincere le banche a riaprire i rubinetti del credito per Autostrade.

Nella lettera non ci sarebbero invece riferimenti alla possibile discesa di Atlantia nel capitale di Autostrade. Gli impegni riguarderebbero soltanto il rinnovo della concessione e non anche il riassetto azionario. Del resto mettere un punto fermo su questo punto è la precondizione per avviare qualsiasi discussione con la Cassa depositi e prestiti e gli altri possibili investitori istituzionali su un possibile ingresso in Autostrade. Difficile per qualsiasi gruppo, sia esso pubblico o privato, poter fare un'analisi di sostenibilità e di profittabilità dell'investimento, senza avere un quadro chiaro delle regole tariffarie. 

La palla a questo punto torna nelle mani del governo. Martedì dovrebbe essere convocato un consiglio dei ministri per decidere definitivamente se accettare l'offerta di Autostrade, oppure procedere alla revoca della concessione. Nel governo in molti sono scettici sulla possibilità di un subentro in corsa di Anas. Troppe le incognite e, soprattutto, non sarebbe stato ancora elaborato un piano d'azione. Resta la forte contrarietà di una parte del Movimento Cinque Stelle ad un accordo con gli attuali soci del gruppo autostradale. Il vice ministro dello sviluppo economico Stefano Buffagni ha addirittura paventato la crisi di governo. Ma l'ala per la "trattativa", anche se silenziosa, è ben presente anche nel Movimento. 

Ultimo aggiornamento: 22:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA