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Bonus tv, altri fondi per il nuovo digitale terrestre, decoder e rottamazione in arrivo. Come ottenerlo

Sabato 18 Dicembre 2021 di R. Ec.
Torna il bonus tv, in arrivo altri fondi per il nuovo digitale terrestre e la rottamazione degli apparecchi. Come ottenerlo

bonus rottamazione e decoder tv stanno per tornare. Con l'ultimo maxi-emendamento alla legge di Bilancio 2022 il governo Draghi prevede un rifinanziamento del contributo per sostituire i televisori di vecchia generazione o comprare i decoder per adeguarsi alla trasformazione in atto del digitale terrestre. Si tratta di un cambiamento radicale, che da qui al 2023 coinvolgerà sempre più reti e porterà al definitivo cambio di codifica, fino allo standard Dvbt-2/Hevc Main 10. 

A inizio 2022 arriveranno 68 milioni di euro per l’acquisto di apparecchi in linea con i nuovi standard tecnologici. E ci sarà anche un’altra novità di rilievo. Gli over 70 che hanno un assegno pensionistico sotto la soglia dei 20mila euro annui potranno ricevere il decoder (che deve avere un costo massimo di 30 euro) direttamente a casa, grazie agli accordi fra il Ministero dello Sviluppo economico e le Poste.

 

 

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Bonus rottamazione tv: come funziona

Lo sconto previsto dal governo Draghi e in particolare dal Mise, guidato da Giancarlo Giorgetti, può raggiungere il 20% del costo dell'apparecchio, con un tetto massimo di 100 euro. L'agevolazione non richiede poi alcuna certificazione Isee, quindi non è legata a reddito e patrimonio familiari. 

I requisiti da soddisfare sono tre: essere residenti in Italia, aver rottamato un apparecchio «obsoleto» (cioè acquistato prima del 22 dicembre 2018) ed avere l'attestazione del pagamento del canone Rai. Senza aver dismesso una vecchia tv o non pagando l'obbligatorio canone televisivo, quindi, è impossibile accedere al contributo statale. Sono però ammessi al bonus anche gli over 75 esonerati dall'imposta legata al possesso del televisore.

 

Come fare domanda

La rottamazione potrà avvenire di nuovo (forse già da gennaio) consegnando il vecchio apparecchio al negoziante o alle discariche autorizzate. Bisognerà quindi fornire loro un modulo pdf scaricabile dal sito del ministero dello Sviluppo economico, che consiste in una autodichiarazione dei requisiti. Il documento deve essere controfirmato dal rivenditore, o da un addetto del centro di raccolta, e consegnato quando si fa il nuovo acquisto (anche online). In allegato al modulo bisogna consegnare il codice fiscale di chi compra e una copia di un documento d'identità valido.

È poi il commerciante a inserire tutte le informazioni sulla piattaforma telematica dove l'Agenzia delle Entrate conferma la presenza dei requisiti. L'importo potrà essere recuperato dal venditore con il credito d'imposta. Ogni famiglia può richiedere il contributo da 100 euro una sola volta. In ogni caso sul sito del ministero dell'Economia c'è una guida completa al contributo. Qui l'elenco dei rivenditori aderenti.

 

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Il bonus decoder tv

Il contributo per la rottamazione, se si hanno più televisori, è cumulabile con il vecchio bonus per il decoder esterno, «il cui import è ridotto a 30 euro, o al minor valore pari al prezzo di vendita se inferiore». Altrimenti il bonus decoder, sempre da 30 euro, si può usare per comprare una nuova tv senza rottamarne un'altra. Tuttavia per accedervi bisogna avere un Isee che non superi i 20mila euro, essere residenti in Italia e non aver richiesto già una volta il bonus. Per fare domanda bisogna presentare al rivenditore sempre la dichiarazione sostitutiva presente sul sito del Mise (insieme al proprio documento di identità e codice fiscale), con i venditori che si collegano alla piattaforma dell'Agenzia per verificare i parametri.

 

Il cambiamento delle trasmissioni: il primo step

Il cambio del digitale terrestre è partito con un primo step dal 15 ottobre, quando alcuni programmi nazionali sono stati trasmessi esclusivamente con la codifica Dvbt/Mpeg4, che renderà visibili i canali soltanto in alta definizione (HD). 

Il riassetto dalla codifica Dvb-T/Mpeg2 a quella Mpeg4 avverrà poi nelle varie aree regionali: la prima è la Sardegna. A seguire, e fino a giugno 2022, sarà il turno delle altre altre aree del Paese. Dal 3 gennaio 2022 al 15 marzo 2022 in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna. Dal 1 marzo 2022 al 15 maggio 2022 in Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise, Marche. Dal 1 maggio 2022 al 30 giugno 2022 in Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania. 

 

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Si può provare a vedere i canali già disponibili in hd, ad esempio 501 per Rai Uno HD, 505 per Canale 5 HD e 507 per LA7 HD. Se almeno un canale hd è visibile, la tv è pronta per questo primo passaggio tecnologico. In caso contrario, per potere continuare a vedere l’intera programmazione bisogna sostituire da subito la televisione o aggiungere l'apposito decoder.

 

I canali coinvolti

Per il momento ad essere coinvolti dalla trasformazione sono stati alcuni canali "minori", ma molto noti di Rai e Mediaset. Per quanto riguarda la televisione pubblica resteranno visibili sia in alta che in bassa risoluzione, a tutti gli utenti, le tre reti ammiraglie (Rai 1, Rai 2 e Rai 3), assieme a Rainews 24. Sono passati all'esclusivo standard HD, invece: Rai 4, Rai 5, Rai Movie, Rai Yoyo, Rai Sport+ HD, Rai Storia, Rai Gulp, Rai Premium Rai Scuola.

Quanto a Mediaset, invece, le reti coinvolte sono: Tgcom24, Mediaset Italia 2, Boing Plus, Radio 105, R101 Tv e Virgin Radio Tv. Le più importanti Rete 4, Canale 5 e Italia 1 restano visibili anche a bassa risoluzione. Ancora da definire, invece, la strategia di emittenti come La7 e quella dei canali in chiaro di Sky sul digitale terrestre.

 

Il secondo passaggio tecnologico

Dal 1° gennaio 2023, quindi, ci sarà il passaggio definitivo al nuovo standard di trasmissione televisiva del digitale terreste Dvbt-2. In questo per capire se la propria tv è compatibile con la nuova tecnologia Dvbt-2, ci si può sintonizzare sui canali test 100 (Rai) oppure 200 (Mediaset): se appare la scritta "Test HEVC Main10", la Tv è già adatta e non deve essere obbligatoriamente cambiata o munita di decoder entro la fine del 2022.

 

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Se non appare alcuna scritta si può provare a risintonizzare tutti i programmi. Sulla piattaforma web dedicata del ministero dello Sviluppo economico si può comunque controllare se il proprio televisore rientra tra quelli ideonei al passaggio definitivo. In ogni caso, poi, tutti gli apparecchi sono potenzialmente adattabili con decoder, anche i televisori crt a tubo catodico.

Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre, 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA