EssilorLuxottica compra Grandvision, poi opa: operazione da 7 miliardi. Utile semestre oltre 1 miliardo

EssilorLuxottica rileva 76% di Grandvision, poi opa. Utile semestre oltre 1 miliardo
Essilorluxottica compra Grandivision. Il gruppo italofrancese acquisisce la partecipazione del 76,72% posseduta nella catena di negozi di occhiali da Hal Holding, una finanziaria di investimento con base sull'isola Curaçao che fa capo alla ricchissima famiglia olandese Van der Vormin. E' previsto che al termine dell'operazione Essilux, lanci un'offerta pubblica d'acquisto (opa) obbligatoria sulla totalità delle azioni rimanenti.

Il prezzo di acquisto è pari a 28 euro per azione, pari a una valutazione della società di circa 7,1 miliardi, da aumentare dell'1,5% se la chiusura dell'acquisizione non dovesse avvenire entro 12 mesi dalla data dell'annuncio. Un boccone più che digeribile per Essilorluxottica con i suoi oltre 50 miliardi di capitalizzazione e ricavi per 16 miliardi. La chiusura dell'operazione - spiega una nota - soggetta a varie condizioni, comprese le approvazioni delle autorità competenti e le procedure di consultazione obbligatorie, è prevista nei prossimi 12-24 mesi. Citigroup ha agito come financial advisor di EssilorLuxottica. 

Il colosso degli occhiali, che possiede già altre catene come Lenscrafters negli Stati Uniti, potrà così rafforzare la sua posizione sul mercato sfruttando la vasta rete di negozi GrandVision, sparsi in quarantaquattro paesi, de i avere una piattaforma per la vendita degli occhiali molto capillare anche in Europa. Attraverso l'acquisizione di Grandvision, EssilorLuxottica - a cui fanno capo fra l'altro i marchi Ray-Ban e Oakley - amplierà infatti la propria piattaforma di retail ottico, aggiungendo oltre 7.200 punti vendita nel mondo. In Italia, dove è presente dal 1999, i punti vendita della catena olandese sono circa 400​. Grandvision, che ha più di un secolo di storia, è stata fondata da Christian Nissen a Helsinki nel 1891, può contare su oltre 30.000 dipendenti e quasi 4 miliardi di euro di fatturato.

Dopo le tensioni al vertice del gruppo che avevano caratterizzato i primi mesi di vita della società nata dalla fusione fra la francese Essilor e l'italiana Luxottica, lo scorso maggio Leonardo Del Vecchio, primo azionista della società con una quota del 32% circa, e i soci transalpini sono riusciti a siglare una tregua. Il braccio di ferro che rischiava di finire in tribunale e far deragliare lo sviluppo della nuova azienda si è risolto infatti con l'accordo di cercare un manager interno per il ruolo di amministratore delegato. Messo alle spalle il compromesso che ha riportato la pace in azienda, EssiLux ha già ripreso la marcia della crescita con la prima acquisizione del nuovo corso. Dopo la lunga lista di operazioni che sotto la guida di Del Vecchio hanno trasformato Luxottica in un gigante mondiale.

Intanto EssilorLuxottica ha chiuso il primo semestre 2019 con un utile netto adjusted, cioè rettificato dai costi correlati alla combinazione e ad altre transazioni straordinarie, di 1.099 milioni, in crescita del 6,8% a cambi variabili e dell'1,9% a cambi costanti. Il fatturato sale a 8.776 milioni rispetto agli 8.177 del primo semestre 2018 (+7,3% a cambi variabili e +3,9% a cambi costanti).
 
Mercoledì 31 Luglio 2019, 08:45 - Ultimo aggiornamento: 31-07-2019 14:36
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