Superbonus 110, meno vincoli: via al modello unico nazionale

Sabato 24 Luglio 2021 di Michele Di Branco
Superbonus 110, meno vincoli: via al modello unico nazionale

Un modulo unico, valido in tutta Italia, per la comunicazione di inizio lavori. Il governo accelera sul Superbonus 110% che, secondo quanto ha spiegato due giorni fa il ministro dell’Economia, Daniele Franco, potrebbe essere prorogato (a patto che siano disponibili le risorse finanziarie) fino al 2023. In realtà le misure introdotte nel decreto sulle semplificazioni e la governance del Pnrr hanno anche un altro obiettivo: provare a rilanciare una misura che per ora segna il passo. «Per assicurare la massima operatività e l’uniforme applicazione delle semplificazioni su tutto il territorio nazionale – ha fatto sapere il Dipartimento della Funzione pubblica – stiamo lavorando con le Regioni, l’Anci e tutte le altre amministrazioni interessate, alla predisposizione di un modulo per presentare al comune la comunicazione dei lavori per il Superbonus (CILA-Superbonus), valido su tutto il territorio nazionale».

L’iniziativa, fanno sapere gli uomini del ministero guidato da Renato Brunetta, serve per sburocratizzare e velocizzare le pratiche, considerato che, a fine aprile, erano state infatti presentate appena 12.745 domande (di cui solo il 10% per condomìni e il restante 90% per edifici unifamiliari e unità immobiliari autonome). A questo proposito, tra l’altro, il ministero per la pubblica amministrazione ha anche ricordato le novità introdotte nel decreto Recovery per affrontare i problemi dell’eccesso di adempimenti burocratici che sinora hanno frenato l’accesso alla misura soprattutto da parte dei condomìni. 

Tutti gli interventi che rientrano nel Superbonus (compresi quelli che riguardano parti strutturali degli edifici e i prospetti) potranno essere realizzati con una semplice comunicazione al Comune, asseverata dal tecnico (CILA-Superbonus). Sono esclusi solo gli interventi che prevedono la demolizione e la ricostruzione degli edifici. Nella CILA dovranno essere indicati gli estremi del permesso di costruire o del provvedimento (data di rilascio ed altri elementi) che ha legittimato l’immobile. Per gli edifici più antichi è sufficiente dichiarare che la costruzione dell’immobile è stata completata prima del primo settembre 1967. In tutti casi, spiega ancora il ministero, non sarà più necessaria l’attestazione di stato legittimo, particolarmente complessa e onerosa. In questo modo si accelerano gli interventi di efficientamento energetico e antisismico e si eliminano le lunghe attese per accedere alla documentazione degli archivi edilizi dei Comuni (3 mesi in media per ogni immobile oggetto di verifica). 

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L’eliminazione dell’attestazione di stato legittimo comporta inoltre un risparmio di spesa per adempimenti burocratici stimabile in 110 milioni di euro (da reinvestire in spesa produttiva, ossia in progettazione e realizzazione degli interventi). Ulteriori novità, introdotte dal Parlamento, riguardano la massima semplificazione per gli interventi in edilizia libera, per i quali basterà una semplice descrizione. Non sarà necessario neanche presentare l’agibilità, dato che gli interventi previsti dal Superbonus migliorano l’efficientamento energetico e quello antisismico. Occorre ricordare che il ricorso alla Cila è diventato l’unico passo necessario per chiedere l’agevolazione al 110%. Il Parlamento ha infatti chiarito che, anche in caso di interventi strutturali, per procedere ai lavori di riqualificazione basterà la sola Comunicazione di inizio lavori e non servirà la Scia. Resta, come detto, sullo sfondo la proroga per tutto il 2023 alla misura di agevolazione. Una proroga i qualche misura promessa in Parlamento dal ministro dell’Economia Daniele Franco. 

Ultimo aggiornamento: 25 Luglio, 16:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA