Taglio Irpef: benefici per il ceto medio fino a mille euro all’anno

Venerdì 26 Novembre 2021 di Nando Santonastaso
Taglio Irpef: benefici per il ceto medio fino a mille euro all’anno

Da un minimo di 100 euro a un massimo di circa 1.000 euro all’anno di risparmi, tra 920 e 970 per la precisione a seconda delle simulazioni. È l’ora delle proiezioni per quantificare l’impatto della modifica delle aliquote Irpef concordata dal governo con i partiti di maggioranza e attesa ora in Parlamento.

Fioccano numeri e percentuali ma gli uni e le altre restano per ora forzatamente sommari dal momento che il pacchetto varato da Palazzo Chigi dovrà comunque fare i conti con la modifica delle detrazioni fiscali che sono parte integrante della riduzione delle tasse, compreso l’assorbimento del bonus dei 100 euro varato dal governo Renzi (fino a 80 euro) e mantenuto da quello giallorosso (aumentandolo, appunto, a 100 euro). Quanto essa inciderà sulla determinazione dei risparmi non è al momento ancora prevedibile con esattezza. In ogni caso, c’è una certa convergenza tra gli addetti ai lavori sul fatto che a guadagnarci di più dalla nuova Irpef sarà il ceto medio, in particolare i redditi fino a 50mila euro lordi, nettamente il più tartassato dalla pressione fiscale in questi anni. Per spiegarlo, bisogna però partire da un presupposto: l’Imposta sul reddito delle persone fisiche, che - va ricordato - è progressiva a scaglioni (aumenta cioè con l’aumento del reddito), si applica solo alla parte del reddito che eccede dal precedente scaglione. Vuol dire, per essere necessariamente più chiari, che ridurre le aliquote da 5 a 4, come nell’accordo governo-maggioranza, non favorisce solo i redditi compresi negli scaglioni modificati ma anche quelli che sono sopra di essi. Ad esempio, il passaggio dell’aliquota dal 27% al 25% garantisce un vantaggio fiscale per i redditi compresi tra i 15mila e i 28 mila euro ma anche quelli superiori a questa fascia.

Detto ciò, in linea di massima il taglio delle tasse previsto si manifesterà soprattutto nella fascia compresa tra i 40mila e i 60mila euro. È qui che, in base alle simulazioni, si registreranno i maggiori risparmi, fino a oltre 900 euro. «Chi percepisce redditi oltre i 28mila e fino a 50mila euro e oggi come domani ricade nel terzo scaglione, ma con aliquota ridotta al 35% dall’attuale 38%: i maggiori vantaggi si concentrerebbero qui, pari a una sessantina di euro al mese. Tra 55mila e 75mila un intervento sulle detrazioni dovrebbe comunque garantire un risparmio nonostante l’incremento dell’aliquota al 43%», dice il dottore commercialista Enricomaria Guerra. 

In effetti le cose stanno proprio così: i redditi tra 50mila e 55mila euro, che con la vecchia Irpef venivano tassati al 38%, pur passando adesso al 43% potranno comunque beneficiare della riduzione di cinque punti degli scaglioni precedenti, riuscendo così ad assorbire per intero il nuovo picco dell’aliquota e a risparmiare fino a 670 euro all’anno. E cioè, il 23% sui primi 15mila euro, il 25% (anziché il 27%) sui 13mila euro successivi, altri 22mila euro al 35% e non più al 38% come accade oggi e solo gli ultimi 5mila euro al 43%.
I risparmi diminuiscono per i redditi al di sotto dei 50mila euro così come al crescere oltre quella soglia. Tuttavia i nuovi scaglioni assicurano un risparmio importante, pari a 470 euro, per i redditi fino a 65mila euro mentre per quelli successivi i numeri si riducono, a conferma dell’obiettivo del governo di non favorire i ceti più ricchi. Non a caso la quota più consistente dei 7 miliardi che il governo intende stanziare per la nuova Irpef interesserà la platea tra 35mila e 75mila euro lordi all’anno (circa 2,5 miliardi), ovvero più di 4 milioni di contribuenti. I 5,3 milioni, invece, compresi tra 26mila e 35mila euro utilizzeranno 1,8 miliardi della riforma. “Solo” 300 milioni di sconti faranno felici, infine, i 5,8 milioni di contribuenti, i più numerosi in assoluto, della fascia di reddito più bassa, tra 15mila e 25mila euro, dove lo sconto parte da un minimo di 40 euro per toccare a seconda degli scaglioni anche i 200 euro. 

Ovviamente, come già detto, la credibilità di queste simulazioni dipenderà dalla revisione delle detrazioni mentre non dovrebbe cambiare molto a proposito della no tax area anche se filtrano nuove indiscrezioni di segno diverso. I pensionati passerebbero da 8.130 a 8.500 euro mentre gli autonomi vedrebbero salire la loro area non tassabile dagli attuali 4.800 euro ai futuri 5.500. Gli sconti d’imposta non si annunciano straordinari ma la materia è in fase di definizione. 

 

Ultimo aggiornamento: 17:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA