Quota 100 a rischio nel 2020. «Spesa eccessiva, troppi pensionati in Italia»

Quota 100 a rischio nel 2020. «Spesa eccessiva, troppi pensionati in Italia»
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di Francesco Bisozzi

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Potrebbe essere letto come un invito implicito a rivedere Quota 100, direzione nella quale il nuovo governo intenderebbe comunque procedere: l'Ocse, organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, avverte che nel 2050 in Italia ci saranno più pensionati che lavoratori. Il depotenziamento del pacchetto introdotto quest'anno per uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, con 62 anni di età e 38 di contributi, misura bandiera della Lega di Matteo Salvini, è già da giorni al centro della discussione tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico, in vista del possibile accordo per un governo giallo-dem e della legge di Bilancio che ne scaturirebbe. L'uscita anticipata, operativa in via sperimentale per tre anni, dunque fino al 2021, in base alle previsioni iniziali avrebbe dovuto attrarre circa 290 mila lavoratori nel 2019, 327 mila nel 2020 e 356 mila l'anno dopo. Ma al momento le domande fin qui presentate risultano inferiori del 30 per cento rispetto alle attese.

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SI ALZA L'ASTICELLA
I democrat premono perciò affinché venga accorciato il periodo di sperimentazione: disinnescare quota 100 a partire dal 2021 permetterebbe di recuperare 8,6 miliardi di euro di risorse, da riutilizzare per finanziare il taglio del cuneo fiscale e provocare così un aumento degli stipendi dei lavoratori. Per alzare ulteriormente l'asticella del risparmio, in questi giorni si è ragionato anche su come restringere il bacino di coloro che possono accedere allo scivolo. Ma servono misure compensative, per esempio un'Ape social rafforzata. E salvaguardie ad hoc per tutelare chi ha già sottoscritto accordi aziendali per lasciare il lavoro nel 2020 o nel 2021, in modo tale da evitare un nuovo caso esodati.



Ma cosa dicono, più nel dettaglio, i numeri contenuti nel report diramato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico? Sulla base degli attuali modelli pensionistici, il numero degli over 50 inattivi o pensionati che dovranno essere sostenuti dai lavoratori rischia di aumentare di circa il 40 per cento nel periodo preso in esame, arrivando nell'area Ocse a 58 su 100. Di questo passo, in Italia, ma anche in Grecia e in Polonia, la situazione potrebbe farsi insostenibile nei prossimi anni. In pratica, nei Paesi sopracitati, entro il 2050 «il numero di persone anziane fuori dal mercato del lavoro potrebbe essere quasi uguale o superiore a quello dei lavoratori».
Risultato: l'Ocse invita i governi, citando esplicitamente l'Italia, a promuovere maggiori e migliori opportunità di lavoro in età avanzata, allo scopo di proteggere il tenore di vita e la sostenibilità delle finanze pubbliche. Ritardando da un lato l'età media dei lavoratori anziani che possono andare in pensione, e riducendo dall'altro il divario di genere nella partecipazione alla forza lavoro in età più giovane.
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Sabato 31 Agosto 2019, 11:30 - Ultimo aggiornamento: 31-08-2019 23:34
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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2019-09-01 06:40:39
Lo dico nuovamente: se lo stato non avesse saccheggiato le casse dell'INPS e non avesse messo a suo carico le pensioni di assistenza ora non avremmo questo problema
2019-08-31 13:25:25
Troppi pensionati e pochi clandestini per pagarci la pensione.
2019-09-01 10:58:22
Se sono clandestini non possono versare contributi perché sono persone "fantasma". Solo se si regolarizzano (e lavorano) possono pagare le pensioni a qualcuno coi contributi che versano.

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