Sud, l'esercito dei desaparecidos:
800mila giovani senza un diploma

di Nando Santonastaso

Dice Bruno Scuotto, l'imprenditore napoletano presidente di Fondimpresa, il più importante Fondo interprofessionale per la formazione continua in Italia, che «più che chiamarli neet, i giovani che abbandonano gli studi e non vogliono riprenderli bisognerebbe definirli desaparecidos». Al netto della citazione, Scotto mette il dito nella piaga dopo che anche la Svimez, uniformandosi all'analisi di Srm e Confindustria, ha rilanciato l'allarme per i troppi studenti meridionali che lasciano la scuola superiore senza ricomparire, però, nelle classifiche degli occupati. Che fine fanno e dove si possono seguire le loro tracce sociali e lavorative? Domande tanto antiche quanto senza risposte precise sul piano statistico. Di sicuro se per molti di essi l'alternativa è tra emigrazione e inoccupazione, non stupisce il fatto che continua ad essere enorme la quota di giovani meridionali iscritti al portale dei neet, istituito dal programma europeo Garanzia giovani. Sono il 37,2% del totale e l'aspetto preoccupante è che questa quota non si abbassa mai.

Scrivono i curatori del Check up Mezzogiorno 2018: «Quasi 800mila di loro non hanno alcun titolo di studio o hanno al più la licenza elementare o media ma sono ben 200mila quelli che al contrario hanno un diploma di laurea, a testimonianza di un significativo sottoutilizzo dell'investimento formativo». Insomma, «la qualità e l'efficacia del sistema formativo al Sud si confermano come uno dei fattori di mancata competitività che pesa di più». Difficile, di conseguenza, non essere d'accordo con Scuotto quando ripete che «la dispersione scolastica denunciata a Napoli corrisponde a quella di Brescia: ma mentre a Brescia i giovani trovano conveniente e possibile andare a lavorare anche senza completare gli studi, a Napoli i nostri studenti scompaiono».

I NUMERI
Trecentomila desaparecidos, appunto, dice la Svimez, nascosti tra lavori al nero, attrazioni malavitose, sfiducia fino al disinteresse nell'attuale sistema scolastico e formativo chi più sa più ne metta.

IL DRAMMA
Per restare sui numeri, l'ultimo rapporto di Tuttoscuola dello scorso settembre dimostra che in 20 anni si sono persi oltre 3 milioni di studenti in tutta Italia ma che il record della dispersione è interamente al Sud, con il triste primato conteso (si fa per dire) da Sardegna e Campania. Dei 590mila adolescenti che hanno iniziato l'attuale anno scolastico si calcola che almeno 130mila non arriveranno al diploma e la maggior parte di essi vive al Sud, isole in testa. Un fenomeno complesso, certo, che rischia di far passare in secondo piano anche importanti tentativi di invertire la rotta dimostrando che l'incontro tra domanda e offerta di lavoro qualificato non è affatto impossibile anche al Sud se scuola, impresa ed enti pubblici remano dalla stessa parte. L'altro giorno, ad esempio, a Pomigliano è stato inaugurato il primo percorso in Campania di specializzazione tecnica post diploma Its per il settore della meccatronica, più specificamente finalizzato a creare nuove professionalità in settori strategici per l'economia regionale come l'automotive e l'aerospazio. In campo Regione, Comune, sistema scolastico, aziende: «Le possibilità di trovare lavoro subito dopo aver terminato questo percorso è pari al 96%. Per farla diventare una svolta a tutta gli effetti nella formazione occorrerebbe diffondere più informazioni sugli Its ma qui scontiamo ancora troppi ritardi. E i diplomati restano all'oscuro», dice ancora Scuotto.

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Domenica 11 Novembre 2018, 11:44 - Ultimo aggiornamento: 11-11-2018 22:08
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2018-11-14 11:02:18
aiutami a dì ... e voi avete fatto venire orde di migranti che vanno a prendersi lavoro che potrebbero fare queste persone senza titolo di studio? dite grazie al PD. GRAZIE PD
2018-11-12 14:09:45
Bisogna diffondere più informazioni sul futuro occupazionale post ITIS, rendere più attrattivo questo corso di studi, dare più risalto agli obiettivi raggiunti nelle competizioni internazionali da istituti come il Righi ed altri che non ricordo al momento
2018-11-11 22:57:14
Tutto sommato a che servirebbe un'eventuale diploma o anche una laurea, sarebbero disoccupati comunque. A questo punto meglio non studiare, chi studia, prende 110 e lode, impara l'inglese, si illude ma alla fine sempre disoccupato rimane. A meno che non ci sia come detto dal lettore che mi ha preceduto la raccoamdazione.
2018-11-11 17:21:30
potete sempre sperare di sistemarvi iscrivendovi ai grillesi!!! non mi pare che i loro curricula siano pieni di titoli!!!! ANZI!!!!!!!!!!
2018-11-12 14:55:34
Meglio iscriversi al Pd e partecipare alla ruota della fortuna

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