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Sindaco Napoli, la sfida imprevista
Lettieri contro De Magistris/ VOTA
Decisivo il Terzo Polo con il 10%

Lunedì 16 Maggio 2011 di Paolo Mainiero
Sindaco Napoli, la sfida imprevista Lettieri contro De Magistris/ VOTA Decisivo il Terzo Polo con il 10%
NAPOLI - Che Gianni Lettieri andasse al ballottaggio era tutto sommato scontato. Ma che l’avversario del candidato del centrodestra fosse Luigi De Magistris non in molti lo avevano pronosticato. VOTA

È vero, l’entourage dell’ex pm si era sbilanciato e lo stesso candidato dell’Italia dei Valori più volte si era detto sicuro di andare al secondo turno.



Eppure, la sconfitta di Mario Morcone, il prefetto sostenuto da Pd, Sel e Verdi, fa scalpore e segna comunque la fine di un ciclo. Se pure (come sembra) il centrosinistra dovesse ricompattarsi al ballottaggio è evidente che il nuovo azionista di maggioranza della coalizione sarebbe non più il Pd ma l’Idv.



Offre spunti di riflessione anche il risultato del Terzo polo che come coalizione tocca l’11,4: Raimondo Pasquino sfiora il 10 per cento ma ciò che più emerge è che i suoi voti sono pesanti.



Un dato risalta sugli altri: se il centrodestra fosse riuscito a riproporre la stessa alleanza (vincente) delle regionali, col Pdl alleato dell’Udc (e dell’Udeur di Mastella che pure ha scelto la via solitaria) Lettieri avrebbe giocato per la vittoria al primo turno. Ma la storia non si fa con i se e con i ma e ora i voti del Terzo polo fanno gola a tutti. «La nostra bussola saranno sempre gli interessi dei cittadini», non si sbilancia Pasquino. Ma domani a Roma è in agenda un incontro tra i vertici di Udc, Fli e Api, Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Francesco Rutelli.



Per conoscere il nome del nuovo sindaco di Napoli, del successore di Rosa Russo Iervolino bisognerà aspettare altre due settimane. Ma un vincitore già c’è ed è Luigi De Magistris. «Ringrazio i napoletani che hanno creduto in questo sogno. Questo risultato è la riscossa di un nuovo modo di fare politica. Mi hanno votato anche da destra», dice l’europarlamentare che ha fatto il pieno dei voti nel popoloso quartiere del Vomero e nel centro storico.



L’ex pm vola al 26,8 per cento e raccoglie un vasto voto di opinione. Di sicuro «ruba» a Morcone e anche a Lettieri. Il prefetto ottiene il 20,2, tre punti in meno della sua coalizione (23,7); il candidato del centrodestra prende il 38,3, quattro punti in meno del cartello elettorale che lo sostiene (42,4). Insomma, a premiare De Magistris è soprattutto il voto disgiunto tant’è che il leader dell’Italia dei Valori è avanti di oltre dieci punti rispetto alla sua coalizione che si ferma al 16. Questo particolare dimostra che un gran numero di elettori si è ribellato agli apparati, agli schemi precostituiti. Per intenderci ancora meglio ci sono migliaia di elettori che hanno votato l’ex pm e non l’Idv. «De Magistris può vincere», esulta Antonio Di Pietro.



Spicca la flessione dei due maggiori partiti. Il Pdl e il Pd calano rispetto alle regionali del 2010. Morcone in particolare sconta il crollo dei democratici, in discesa costante e pericolosa: il Pd precipita dal 34,9 delle politiche del 2008 al 17,1 di oggi passando per il 25,4 delle regionali. È una debacle per certi versi attesa quella del Pd napoletano che in quattro anni, in pratica da quando è nato, ha avuto tre segretari provinciali e ben due commissari (attualmente è il deputato Andrea Orlando), è uscito con le ossa rotte dalle primarie e si è dilaniato nello scontro infinito tra bassoliniani e anti-bassoliniani nel segno di una discontinuità che sinora ha portato solo sconfitte. Tuttavia Morcone non si scompone e si tira fuori dalle liti di partito. «Sono tranquillo e sereno. Il consenso si è concentrato su un candidato del centrosinistra diverso da me, non trovo nulla di drammatico in tutto questo», è la sua prima reazione.

In calo è anche il Pdl che perde quasi 10 punti rispetto alle regionali dello scorso anno: il 23,4 rimediato oggi a fronte del 33,8 del 2010 è in perfetta linea con il calo complessivo del Pdl in Italia.



Un ridimensionamento forte anche se il coordinatore regionale Nicola Cosentino preferisce sottolineare il 42 per cento della coalizione. «Alle comunali del 2006 ci siamo fermati al 37 per cento e con noi c’erano l’Udc e parte di coloro che oggi sono con Fli. Se confermato e migliorato avremmo conseguito un risultato eccezionale, tra i migliori in Italia. Lettieri - commenta Cosentino - ha doppiato il secondo candidato della sinistra».



È vero, ma non è bastato per vincere. E per il ballottaggio, tra quindici giorni, al centrodestra e a Lettieri faranno comodo anche i voti di Clemente Mastella che nella sua battaglia solitaria ha racimolato il 2,8 per cento. Sette giorni fa l’ex ministro della Giustizia disse: «Se vince De Magistris mi suicidio». A Ceppaloni cominciano a fare gli scongiuri.



Alla fine il dato sull'astensionismo: il 40% degli aventi diritto non si è presentato alle urne. E' di gran lunga il "partito" più importante di Napoli.



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Ultimo aggiornamento: 17 Maggio, 10:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA