La città antica di Pompei è senza barriere: tour nel linguaggio dei segni

di Susy Malafronte

POMPEI - Silenzio, tra le domus della città romana «parlano» gli affreschi. Dalla «Venere in Conchiglia» ai «Casti Amanti», senza trascurare le scene erotiche della casa dei Vettii e del Lupanare. I non udenti, ben presto «ascolteranno» i tesori della città sepolta grazie al progetto avviato dal direttore generale del Parco Archeologico Massimo Osanna.

Ieri a «san Paolino» - sede dell'ufficio dirigenziale degli Scavi - Osanna ha presieduto al primo di una serie di appuntamenti che fanno seguito alla convezione stipulata tra il Parco Archeologico e l'Ente nazionale Sordi di Napoli (Ens). La convenzione segna l'avvio di un percorso che apre il sito alla comunità dei sordi. «A breve - ha spiegato Osanna attraverso i social - insieme all'Ens sarà definito un calendario di visite, di cui saranno date le opportune informazioni sul nostro sito web. Questa attività rientra nel più generale quadro di iniziative che il Parco ha avviato ormai da oltre un anno, finalizzate a migliorare i livelli di fruibilità del sito. Tutto ciò per evidenziare che a Pompei l'approccio inclusivo al godimento del patrimonio archeologico costituisce un punto di forza e un momento di arricchimento sociale e culturale per tutte le categorie di visitatori».
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Sabato 8 Settembre 2018, 12:00
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