Tiziano Renzi: non accostatemi al padre di Di Maio. L'ex premier: rivedo il fango che mi hanno gettato addosso

Lunedì 26 Novembre 2018
«Sono convinto che la presunta onestà dei Cinque stelle sia una grande fakenews, una bufala come dimostrano tante vicende personali, dall'evasore Beppe Grillo in giù. Ma sono anche convinto che le colpe dei padri non debbano ricadere sui figli e questo lo dico da sempre, a differenza di Di Maio che se ne è accorto adesso». Lo scrive su Facebook Matteo Renzi, dopo la denuncia da parte di un ex operaio dell'impresa del padre del leader del M5s Luigi Di Maio. 

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Anche il padre dell'ex premier va all'attacco. «Chiedo cortesemente di non essere accostato a personaggi come il signor Antonio Di Maio. Io non ho mai avuto incidenti sul lavoro in azienda e se si fossero verificati mi sarei preoccupato di curare il ferito nel miglior ospedale, non di nascondere il problema. Non ho capannoni abusivi, non ho dipendenti in nero, non dichiaro 88 euro di tasse. Sono agli antipodi dall'esperienza politica missina», scrive su Facebook Tiziano Renzi, padre di Matteo: «Ho preso l'impegno di vendere l'azienda e lasciare le mie attività».

«Ho preso l'impegno di vendere l'azienda e lasciare le mie attività: siamo in fase di verifica dell'interesse da parte di potenziali acquirenti e l'ultima cosa che voglio è vedere il mio nome accostato a personaggi che non conosco ma che da quel che vedo hanno un'idea di lavoro diametralmente opposta alla mia. E se avessi fatto io ciò che ha fatto il signor Di Maio, i Cinque Stelle avrebbero già chiesto sui social la reintroduzione della pena di morte», conclude Tiziano Renzi.

«Rivedo il fango gettato addosso a mio padre. Rivedo la sua vita distrutta dalla campagna d'odio dei 5 Stelle e della Lega», scrive ancora il senatore del Pd spiegando: «La vita di mio padre è cambiata, per sempre. Non è un mio problema dunque sapere se il padre di Di Maio sia responsabile o no di lavori in nero, evasione fiscale, abusi edilizi. Non m'interessa davvero. Sono però certo che Di Maio figlio sia il capo del partito che è il principale responsabile dello sdoganamento dell'odio. Hanno educato, stimolato e spronato a detestare chi provava sinceramente a fare qualcosa di utile. Hanno ucciso la civiltà del confronto. Hanno insegnato a odiare».  «Non dobbiamo ripagarli con la stessa moneta. Ma prima di fare post contriti su Facebook chiedano almeno perdono alla mia famiglia per tutta la violenza verbale di questi anni. Se Di Maio vuole essere credibile nelle sue spiegazioni prima di tutto si scusi con mio padre e con le persone che ha contribuito a rovinare. Troverà il coraggio di farlo?», conclude Renzi. Ultimo aggiornamento: 19:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA