Export digital, l'Italia in crescita:
«Ma c'è bisogno di investimenti»

di Paola Marano

Anche l’italia si muove a piccoli passi verso il settore dell’export digitale. Nonostante solo il 44% degli utenti internet faccia acquisti online, la domanda interna sta crescendo notevolmente tramite il canale digitale. Lo dimostra il primo rapporto dell’agenzia per la promozione all’estero e internazionalizzazione delle imprese italiane, realizzato con il Politecnico di Milano, dal titolo «Esportazioni e e-commerce delle imprese italiane - Analisi e prospettive» , presentato stamattina a Napoli nella sede della Federico II che a San Giovanni Teduccio ospita la Apple Academy. alla presenza del Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Michele Geraci, del Direttore Generale dell’Agenzia.

L’anno scorso, infatti, il valore della domanda soddisfatta tramite e-commerce è cresciuta del 17% rispetto al 2016. Secondo lo studio, l’utilizzo del canale digitale per le vendite all’estero è molto più diffuso in alcuni settori che in altri: sul totale di aziende italiane attive nelle vendite online, nell’industria manifatturiera la propensione all’internazionalizzazione è abbastanza elevata - circa il 45,8% delle imprese vende via web ad utenti residenti in Unione Europea, mentre il 25,7% si rivolge a clienti in altre parti del mondo. L’abbigliamento, biglietto d visita del Made in Italy nel mondo,  è il settore più digitalizzato con il 66,7% delle imprese che vende in Europa e il 37,5% che vende al di fuori dell’Europa.
 

Nel mondo il mercato dell’e-commerce che vale tra i 2 e i 3 mila miliardi di dollari per il Business to Consumer e oltre i 22 mila miliardi per gli scambi tra imprese, interessa attualmente circa 2 miliardi di consumatori. Il maggior mercato in cui è sviluppato il commercio digitale è la Cina – che nel 2017 ha superato gli 846 miliardi di dollari – seguita dagli Stati Uniti con 616 miliardi di dollari, mentre in Europa, dove si nota una differenza tra paesi nord-europei e mediterranei, i migliori risultati provengono da Irlanda e Regno Unito.
 
«Siamo indietro rispetto a tutti in Europa – ha sottolineato  Piergiorgio Borgogelli, direttore generale dell’agenzia Ice – noi cerchiamo quindi di aiutare le aziende ad accedere alle piattaforme di distribuzione più evolute, come Yoox, Alibaba e Amazon attraverso un sostegno nella campagna media. E’ evidente che la crescita dipenderà dalla continuità degli investimenti e dal creare un ecosistema che non aiuti solo a fare investimenti sulla visibilità grazie alla comunicazione, ma dia alle imprese gli strumenti per l’attivazione di tutti quei servizi necessari per aprire uno store online (costumer service, digital marketing e logistica) che richiedono investimenti privati». Per il direttore  dell’agenzia bisognerebbe favorire infatti le piccole e medie imprese grazie a un sistema «di agevolazioni finanziare che abbatta i costi e renda virtuosi i progetti di internazionalizzazione attraverso un accompagnamento economico nei primi anni di vita». Borgogelli ha esposto la sua proposta anche al sottosegretario allo Sviluppo Economico Michele Geraci, che nell'aula magna della struttura universitaria ha annunciato alla stampa alcune misure da parte del governo riservate proprio al settore del commercio digitale . «Un piano di investimenti per la digitalizzazione è già previsto nel documento economico finanziario – ha specificato il sottosegretario-  con un focus sui finanziamenti per internazionalizzare le piccole e medie imprese».
 
Il trend nazionale di crescita degli acquisti online si riflette anche sulla Campania, dove negli ultimi anni si sono registrati  forti incrementi nei settori di punta come l’agroalimentare e il fashion, settori molto compatibili con l’e-commerce . «Siamo anche molto forti sui settori ad alta tecnologia – ha aggiunto l’assessore regionale all’internazionalizzazione Valeria Fascione - C’è bisogno di investire e noi come regione abbiamo messo a disposizione delle nostre impresa degli incentivi anche per il settore artigianale (8 milioni per gli artigiani digitali) per favorire l’Internazionalizzazione. . Abbiamo inoltre appena messo in campo due strumenti: uno è quello dei voucher per partecipare alle fiere, l’altro è quello che riguarda un piano di internazionalizzazione con ben 15 milioni di euro a disposizione, per i quali abbiamo ricevuto più di 500 domande». Il Sud però sembra essere ancora un po' scettico sugli acquisti a portata di click con il 42% della popolazione che dà fiducia agli shop online, contro il 57% del Nord e il 49% delle isole. 
Mercoledì 3 Ottobre 2018, 15:48 - Ultimo aggiornamento: 03-10-2018 16:19
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