Coronavirus, spiagge senza regole: ecco cosa succede (davvero) negli stabilimenti

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Veronica Cursi

Altro che un metro di distanza: lo scorso weekend le spiagge italiane erano talmente affollate di persone da non trovare libero nemmeno un granello di sabbia. Entrate contingentate? Ma quando mai, via libera per tutti e la temperatura all'ingresso degli stabilimenti non viene quasi mai controllata. E dire che le norme per il Covid (in teoria) ancora esistono ma nessuno - o quasi - le rispetta più. Provare per credere.
Da Fregene a Ostia, da Sabaudia a Capalbio, e ancora da Napoli alla Versilia l'estate è completamente senza regole. Parcheggi stracolmi, folle agli aperitivi, resse nei bar, code nelle principali strade di collegamento: è questa la fotografia reale delle spiagge nella prima estate ai tempi del Coronavirus. Come è possibile? I gestori degli stabilimenti potrebbero essere multati e così i ristoratori (con sanzioni anche fino a 300 euro)  ma di controlli ce ne sono davvero pochi.

Spiagge affollate e assembramenti, più multe e controlli. L'Oms: il peggio deve ancora arrivare

Coronavirus, folla all'aperitivo a Sabaudia: tutti in spiaggia senza distanza (e mascherina)

E allora vogliamo rinfrescarvi la memoria ricordano che le regole di sicurezza imposte dal Governo per la fase 3 sono ancora valide. Anche se non sembra.
 
Assembramenti Negli stabilimenti rimane il divieto assoluto di creare assembramenti. Va sempre rispettata la distanza di un metro tra le persone. Strano perchè a guardare le immagini social di aperitivi al tramonto e file per gli spritz sembrava di stare sull'autobus all'ora di punta.  A Bibione, principale località turistica del Portogruarese, una delle mete estive più frequentate del litorale veneziano, un pienone così erano abituati a vederlo solo in piena stagione ad agosto.

Un metro di distanza. Tra gli ombrelloni vige ancora l'obbligo della distanza di almeno un metro. Ma va? A Ostia nel weekend di San Pietro e Paolo c'era talmente tanta gente sul bagnasciuga che non c'era spazio nemmeno per metterli gli ombrelloni. E che dire dell'aperitivo da Saporetti a Sabaudia? Code al bar e nessun distanziamento. 

Le aree gioco Negli stabilimenti balneari gli sport individuali (ad esempio nuoto, surf, windsurf, kitesurf) possono essere regolarmente praticati nel rispetto delle misure di distanziamento interpersonale. Banditi ancora gli sport di squadra (es. beach-volley, beach-soccer) e le aree gioco dei bambini. Ma anche qui molti stabilimenti fanno come gli pare. Nella famosa Ultima Spiaggia di Capalbio, ad esempio, scivoli e altalene sono normalmente aperti e assaltati da decine di bimbi.

Accessi contingentati e misurazione della febbre Dite la verita: siete mai stati respinti da qualche spiaggia perché non c'era posto? Quanti vi hanno misurato la temperatura all'ingresso?  A Fregene su 10 stabilimenti presi in esame nessuno ha mai usato il termometro all'ingresso. Spezziamo una lancia per Santa Marinella dove ieri, invece, uno degli scanner che da sabato scorso sono in dotazione a tutti gli steward assunti dalla municipalizzata del comune ha sorpreso un bagnate con 38,5 di febbre. 

Mascherine Se fino a qualche settimana fa erano un accessorio must per l'estate, indossato al polso o sotto al mento, adesso la mascherina è proprio passata di moda. Qualcuno ci prova ad indossarla ma poi con il caldo scompare. E dire che l'obbligo di indossare la mascherina resta al chiuso ma anche in tutte quelle situazioni in cui non può essere rispettata la distanza di un metro. 

Eppure l'allarme per gli atteggiamento sconsiderati e poco lungimiranti che si stanno vedendo in queste settimane viene lanciato anche dall'Oms: «Sono passati sei mesi da quando abbiamo ricevuto i primi rapporti relativi a una serie di casi di polmonite di causa sconosciuta in Cina. Vogliamo tutti che finisca, ma la dura verità è che è tutt'altro che finita». Ma in Italia c'è chi fa orecchie da mercante.
 

 
 

Ristoranti In teoria dovrebbero essere vietati i buffet che favoriscono gli assembramenti e, con le posate condivise, sono un ottimo sistema per diffondere il contagio. Peccato che in molti stabilimenti rimane il servizio di tavola calda. E che dire dei menu, dovevano essere digitali da scaricare sul cellulare o facilmente disinfettabili, invece in molti posti è rimasto il classico menu di carta passato di tavolo in tavolo.
 

 

Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 08:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA