Jessica uccisa al 19 anni, ergastolo al killer. I genitori: «Nessuno ce la ridarà»

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Ha voluto sentire di persona il giudice pronunciare la parola «ergastolo» Alessandro Garlaschi, il tranviere quarantenne condannato oggi per l'omicidio di Jessica Valentina Faoro, la ragazza di appena 19 anni che ha ucciso con 85 coltellate lo scorso 7 febbraio nel suo appartamento in via Brioschi, a Milano. A decidere il carcere a vita è stato il gup Alessandra Cecchelli davanti alla quale, l'uomo, questa mattina, quasi a sorpresa, senza avvisare nemmeno il suo difensore, è comparso per la prima volta. 

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Nessuna dichiarazione spontanea per dimostrare di essersi pentito o per chiedere scusa ai familiari e agli amici di Jessica, ma muto ha ascoltato il verdetto. E muto ha lasciato in manette il settimo piano del palazzo di Giustizia per ritornare nella sua cella a San Vittore, dove si trova dal giorno in cui ha infierito sul corpo di quella giovane donna, che ha tentato pure di bruciare, alla quale aveva offerto una stanza in cambio di piccoli lavori domestici e di cui si era invaghito. La sua presenza in aula ha creato non poche tensioni, al punto che la mamma di Jessica, Annamaria Natella, non ha retto e si è allontanata mentre Andrea Faoro, 18 anni da poco e che molto probabilmente non si aspettava di trovarsi faccia a faccia con il killer della sorella, prima è scoppiato in lacrime e poi, dopo la lettura del verdetto, ha dato un pugno violento al muro. 
 
 

Verdetto con cui sono stati disposti i risarcimenti: per lui 50 mila euro, per la madre e il padre 25 mila euro ciascuno e per il Comune di Milano, anch'esso parte civile, 10 mila euro. Le motivazioni del giudice, che ha accolto in pieno le richiesta del pm Cristiana Roveda, saranno depositate entro 90 giorni. «Sono felice, di più non si poteva dare. Auguro a Garlaschi un felice soggiorno nella sua nuova residenza», ha commentato Stefano, il papà di Jessica. «Non lo odio - ha aggiunto - ma provo indifferenza per lui: è un uomo inutile, è un omuncolo». E ancora: «Questa sentenza non mi ridarà mia figlia, non mi ridarà un futuro». Gli fa eco l'ex moglie e madre della ragazza, Annamaria Natella: «Speravo tanto in questo ergastolo, anche se nessuno, neanche Dio, ti può riportare indietro una figlia morta così giovane».

Alla notizia dell'ergastolo per il tranviere le amiche di Jessica, che pure oggi hanno organizzato un sit-in di fronte al Tribunale, si sono abbracciate per esprimere la loro soddisfazione in quanto «la giustizia ha fatto il suo corso». Palazzo Marino, così come i legali di madre, padre e fratello della 19enne uccisa, ha accolto «con soddisfazione» la decisione. «Il nostro primo pensiero va alla giovane vittima di questa atroce violenza e ai suoi familiari - ha commentato l'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino - ai quali ribadiamo la nostra vicinanza». Il legale di Garlaschi, Francesca Santini, si è invece limitata a dire: «Ci sono gli estremi per presentare ricorso». Ricorso che riguarderà il rigetto da parte del gup della istanza difensiva di concedere il processo in abbreviato condizionato all'esame tra l'altro del consulente di parte, uno psichiatra nominato per accertare le capacità di intendere e volere del suo assistito, e la richiesta di estromettere il Comune come parte civile. 
Venerdì 14 Dicembre 2018, 10:51 - Ultimo aggiornamento: 14-12-2018 19:12
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