Malika, cacciata di casa perché omosessuale: con le due raccolte fondi si compra una Mercedes. L'ira del web

Giovedì 1 Luglio 2021
Malika, cacciata di casa perché omosessuale: con le due raccolte fondi si compra una Mercedes. L'ira del web

La storia di Malika Chalhi ha tenuto incollate alle tv e ai giornali milioni di persone. La ragazza toscana era stata cacciata qualche mese fa di casa dai genitori perchè omosessuale. Diverse le minacce che la mamma della ragazza le aveva scritto sui social, così lei stessa dopo essere stata lasciata fuori casa aveva denunciato il fatto alla stampa locale. Dopo l’appello della 22enne, la cugina pensò di aprire una raccolta fondi in suo favore, anzi ben due, su Gofundme «per aiutarla a ricostruirsi una vita». Ci sono poi altre donazioni da parte di associazioni confluite in parte su Gofundme. Tantissime finora le persone corse in soccorso della giovane che, solo perchè omosessuale, era stata cacciata dalla famiglia e si trovava senza una casa. Le donazioni sono arrivate e con cifre veramente importanti: la prima raccolta ha raggiunto quota 140.000 € e la seconda (ancora aperta) è già a quota 12.000. Fin qui, nulla di dire.  

 

Malika, il mistero della Mercedes

La ragazza toscana però non smette di stare sotto i riflettori e far chiacchierare. Ora dentro il ciclone c'è finita la sua auto. C’è una foto che la sorella di Tommaso Zorzi, Gaia, ha pubblicato su instagram qualche giorno fa nelle sue storie e che ha generato più di un dubbio: Malika è alla guida di una Mercedes Classe A, nuova. La ragazza si è dapprima giustificata dicendo che l’auto era dei genitori della sua compagna, con la quale ormai vive a Milano, ma a quanto pare era una bugia. L’agente di Malika ha spiegato infatti che la seconda raccolta fondi non era stata voluta dalla ragazza, ma che il ricavato è stato comunque destinato a lei. Ma a difendersi è stata la ragazza stessa, che ha parlato della volontà di destinare una parte dei soldi in beneficenza, facendo cenno a un’associazione da aprire con la deputata Laura Boldrini, destinata alle vittime delle discriminazioni.

L'ammisione 

Alla domanda sulla faccenda della Mercedes, la 22enne ha infine ammesso: «Volevo togliermi uno sfizio. Mi sono comprata una bella macchina, potevo comprarmi un’utilitaria e non l’ho fatto. Se ho mentito sulla macchina è perché mi hanno chiusa, messo in uno sgabuzzino…»

Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 09:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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