Le quattro scienziate, pioniere della meteorologia, finalmente tirate fuori dal cono d'ombra

Venerdì 10 Maggio 2019
La rivista Forbes toglie dalla naftalina le straordinarie storie di quattro scienziate, sconosciute ai più fino ad oggi, donne che con il loro lavoro hanno contribuito a fare la storia della meteorologia, sbriciolando così quello stereotipo che vorrebbe le donne meno portate degli uomini nei terreni scientifici e matematici.

Si tratta di un omaggio postumo alla memoria di quattro oscure funzionarie, finora non rappresentante doverosamente in libri, riviste o convegni anche se con il loro lavoro hanno garantito una svolta alla meteorologia.

Joanne Simpson (1923-2010): è stata la prima donna negli Stati Uniti a ricevere un dottorato di ricerca in meteorologia, che ha ricevuto nel 1949 dall'Università di Chicago. Finì a lavorare alla Nasa. Resta una specie di leggenda per gli addetti ai lavori Fu responsabile di un progetto riguardante un satellite che sarebbe stato impiegato per misurare i tifoni tropicali (TRMM). Fu anche istruttrice dei cadetti dell'aeronautica sulla meteorologia durante la seconda guerra mondiale. I suoi studi sui tifoni tropicali sono una piattaforma scientifica studiata ancora oggi nelle facoltà.

Accanto a lei è stata sottratta ad un cono d'ombra June Bacon-Bercey, un'altra pioniera del settore, la prima afro americana donne entrata nell'American Meteorological Society. Il terzo nome tirato fuori dalla naftalina è Ada Monzon, un'altra esperta di uragani, una delle pioniere a definire la correlazione diretta tra l'incidenza degli uragani e l'attività umana. Le sue teorie per lungo tempo non sono state prese in considerazione. Infine arriva Kathy Sullivan, la prima sotto segretaria al Commercio per gli oceani e l'atmosfera (NOAA), proveniente dalla Nasa dove entrò nel 1978, la prima astronauta americana a mettere piede nello spazio.  Ultimo aggiornamento: 17:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA