Napoli, Ben Taleb in fuga dal Plebiscito: «Io umiliata, ho detto no al concertone»

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di Giovanni Chianelli

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«Mi hanno fatto aspettare ore, dato pochissimo spazio e poi maltrattata. In una parola, mi hanno umiliata. Per questo ho deciso di andarmene, preferisco starmene a cena con mio figlio». M'Barka Ben Taleb lascia il Capodanno di piazza Plebiscito in modo polemico. Ragioni artistiche e, soprattutto, umane: «Alle prove tutte le mie proposte sono state snobbate. Ho la sensazione che mi abbiano coinvolto solo per assicurarsi una presenza esotica, o peggio scenografica. Come si dice qui: la bella che non deve ballare».

Tunisina, cinquant'anni, da tempo legata all'Italia e a Napoli, dove vive: «Sono perdutamente innamorata di questa città». Tanto da candidarsi tra le liste di De Magistris, alle ultime elezioni amministrative. Cantante, ma anche attrice, ha preso parte a due film di John Turturro: «Passione» in cui esegue, in un melange arabo e napoletano, «Nun te scurdà» degli Almamegretta e «Tammurriata nera», poi «Gigolò per caso», con Woody Allen e Sharon Stone.

Un curriculum di prestigio, dunque. Che non le è valso, a quanto pare, un trattamento all'altezza da parte degli organizzatori della notte del 31 dicembre, in cui doveva esibirsi come parte del collettivo dei Terroni Uniti, di cui ha diviso l'esordio a Pontida e i singoli/videoclip di lancio, compreso quello preparato per la fine dell'anno, «Non è che l'inizio». Ma la partecipazione della tunisina di Napoli sarebbe stata «ridicolizzata. Le mie proposte artisticvhe sono state definite da sagra di paese».
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Domenica 31 Dicembre 2017, 09:59 - Ultimo aggiornamento: 31-12-2017 16:06
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