Coronavirus a Napoli, addio alle spiagge libere: rischio assembramenti

Giovedì 16 Aprile 2020 di Valentino Di Giacomo
Coronavirus a Napoli, addio alle spiagge libere: rischio assembramenti

Spiagge libere off-limits, stabilimenti balneari aperti. I video del mare cristallino grazie al minore inquinamento di questi giorni hanno fatto il giro dei social e del mondo. Un'acqua pulita, trasparente, con i tanti filmati che documentano dei delfini nei pressi della costa. Bellezze senza pari alla Rotonda Diaz, a Marechiaro, al Parco della Gaiola, ogni estate le mete più gettonate dei napoletani. Spiagge aperte alla libera balneazione e completamente gratuite. Posti incantevoli dove turisti e residenti possono trascorrere in relax le proprie giornate per rinfrescarsi dalla calura estiva senza i comfort di sdraio o lettini. Come sarà invece l'estate ai tempi del Coronavirus? L'obiettivo principale sarà evitare calche e assembramenti, soprattutto sulle spiagge e sulle scogliere dove non ci sono stabilimenti balneari, un problema che ora si stanno ponendo sindaci e governatori di ogni parte d'Italia. Non esiste ancora un indirizzo, ma nelle prossime ore la Regione Campania attiverà una conferenza dei servizi per stabilire delle linee guida e fissare una sorta di piano-spiagge nel caso in cui il lockdown venisse allentato a partire dal prossimo mese. La questione non è di semplice soluzione e, al momento, l'ipotesi più probabile è che le spiagge libere la prossima estate possano essere off-limits. La balneazione potrebbe essere consentita soltanto dove ci sono gli stabilimenti che rendono possibile l'attuazione delle norme sul distanziamento sociale. E di lidi attrezzati in città ce ne sono pochissimi.

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Niente Rotonda Diaz per gli scugnizzi che nelle giornate più calde prendono d'assalto la spiaggetta sul lungomare muniti di pallone. L'unica soluzione per tenere aperta la spiaggia sarebbe di concedere in tempi record una deroga ad un concessionario che, attrezzando un lido, sarebbe poi chiamato a far rispettare la regola dei due metri di distanza tra le persone. Più agevole potrebbe essere invece fare il bagno a Marechiaro dove esistono già degli stabilimenti, anche se una parte della scogliera prevede l'accesso libero per tutti e che quindi andrà controllato. Un problema ulteriore sarà poi riuscire a scaglionare gli ingressi già prima dell'arrivo nei pressi della Fenestella digiacomiana. Già da alcuni anni, nel periodo estivo, è stato vietato l'accesso ad auto e motorini dei non residenti organizzando apposite navette. Eventualmente ci sarà da implementare le corse da Posillipo a Marechiaro e anche intensificare i controlli sui tanti abusivi che offrono lo stesso servizio caricando su auto o piccoli bus frotte di bagnanti. Alla Gaiola l'ingresso dal lato del Parco Sommerso è già contingentato e vi si può accedere soltanto esibendo un proprio documento di riconoscimento, ma dall'altro lato della scogliera la balneazione è completamente libera e gratuita. Lunghissime le file solitamente alla Gaiola per scavalcare il muro che precede la scogliera. Sono i posti di mare più frequentati dai napoletani e sui quali bisognerà trovare in fretta delle soluzioni se Governo e Regione decideranno di allentare la morsa della quarantena nei mesi estivi. Si aprirebbe poi la questione dell'obbligo di pagare eventuali servizi, anche per questo il ministero del Turismo sta valutando l'introduzione di voucher-vacanza per le fasce meno abbienti.
 


Ma il pericolo è che l'estate dei napoletani possa trasformarsi in un incubo. Se venisse chiuso l'accesso al mare in città, verrebbero poi prese d'assalto le ampie spiagge in provincia come a Varcaturo o a Bacoli nei bei lidi di Miseno e Miliscola con conseguenti calche e assembramenti. A quel punto potrebbe generarsi un dedalo di ordinanze da parte dei sindaci della zona per ridurre gli afflussi da chi proviene fuori comune e quindi da Napoli. Anche per questo andrà approntato un piano ben delineato valutando ogni singolo aspetto. C'è fiducia sull'avvio della stagione balneare da parte dei virologi. Il caldo e le giornate trascorse all'aperto rendono più complessa la trasmissione del virus. I titolari degli stabilimenti in questi giorni chiedono regole certe e i sindacati hanno scritto diverse lettere al governatore Vincenzo De Luca per fissare regole comuni. Non ci saranno le famigerate strutture in plexiglass, ma c'è l'impegno di distanziare lettini e ombrelloni e garantire servizi di sanificazione di bagni, docce e prendisole per garantire l'igiene. 100mila gli addetti in Campania che rischierebbero di perdere il lavoro in caso di serrata obbligata. 

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