Digital Report 2022, tutti pazzi per Napoli: è la città italiana più cliccata su internet nel 2021

Venerdì 11 Febbraio 2022 di Domenico Giordano
Digital Report 2022, tutti pazzi per Napoli: è la città italiana più cliccata su internet nel 2021

È Napoli la regina d'Italia e, almeno per il momento volendo essere un pizzico scaramantici, contentiamoci di questo primato che riguarda il mondo di internet. Il Digital Report 2022 diffuso ieri da We Are Social, che da dieci anni a questa parte fotografa a livello mondiale e per singole realtà nazionali come cambia il rapporto tra gli utenti e il mare magnum del web, posiziona Napoli al nono posto assoluto tra le ricerche fatte dagli italiani su Google da gennaio a dicembre del 2021.

Un risultato che diventa da medaglia d'oro perché prima di Napoli, utilizzata come chiave di ricerca, non ci sono altre città italiane. Infatti, a contendersi la classifica delle dieci ricerche che hanno generato i più ampi volumi di traffico troviamo una varietà di argomenti. Si parte da meteo e traduttore che ottengono la prima e la seconda posizione, per arrivare a serie A oppure news, programmi Tv senza dimenticare le immancabili ricerche fatte per facebook, instagram o WhatsApp web. Mentre, Coronavirus è al diciannovesimo posto, una collocazione però che non è affatto una sorpresa considerato che oramai in Rete c'è una copertura talmente pervasiva del tema Covid che era prevedibile un calo delle ricerche. Per comprendere appieno tutti i possibili risvolti positivi che questo risultato può ancora generare in termini di conversione fisica per la città di Napoli, è opportuno rammentare, seguendo sempre le risultanze del Digital Report 2022, alcuni dati davvero significativi. Intanto, l'84,3 % della popolazione, quindi poco più di 50 milioni di italiani, è online per almeno sei ore ogni giorno, una fetta in costante crescita dal 2012, e che accede alla Rete nel 92,9% dei casi mediante un dispositivo mobile, cioè quello che ancora comunemente chiamiamo cellulare, ma che oggi è diventato il mezzo preferito per ogni fascia di età per connettersi e condividere messaggi, fotografie, video o per navigare sui social network. 

Se poi consideriamo ulteriormente altre tre classifiche a cominciare dal fatto che il 73,6% degli italiani è online per cercare informazioni, così come il 67,4% si connette per seguire le notizie o gli eventi quotidiani e, infine, il 94,67% degli utenti utilizza Google per effettuare le proprie ricerche, è chiaro che trovare Napoli al nono posto è un risultato straordinario per quanto il dato sia relativo ai dodici mesi precedenti. Quello stimolo - che Jim Lecinsky nel 2011 ha definito Zmot, acronimo inglese di zero moment of truth, il momento zero della verità che spinge ogni persona che riceve un input a catapultarsi in rete alla ricerca di una risposta - che ha spinto nel 2021 milioni di utenti a inserire la parola Napoli nella barra di ricerca di Google continuerà a galleggiare nella nostra testa fino a quando in qualche misura non troverà una corrispondenza che sappia essere per ciascuno gratificante. Ecco perché in questo dato, all'apparenza senza particolari sbocchi, rappresenta al contrario la vera sfida da cogliere per le istituzioni e le aziende che a vario titolo sono impegnate nella crescita e nello sviluppo della Città e non solo per la quantità delle ricerche effettuate. 

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Riuscire a costruire, ad esempio, un'offerta turistica partendo dai dati della Rete può determinare un incremento delle conversioni a visitare Napoli, a sceglierla come meta in alcuni periodi dell'anno piuttosto che nelle solite scadenze convenzionali: basterebbe considerare - per sintetizzare grossolanamente il ragionamento - partire dai volumi di ricerca per ogni singolo mese dell'anno e dalle geo localizzazioni delle stesse per costruire dei pacchetti di soggiorno differenziati. Così come sarebbe utile andare a recuperare le principali chiavi associate alla parola Napoli per soddisfare i desideri dei possibili turisti che forse accanto al nome della città hanno digitato anche Cristo velato oppure Pompei o pizza buona piuttosto che crociera, Eduardo o Vesuvio. Giusto per fare dei due semplici esempi di come sfruttare e far fruttare i dati pubblici che la Rete ci mette a disposizione e che sono autentiche miniere per programmare lo sviluppo armonico di una città turistica come Napoli. Penso al calendario annuale dei grandi eventi, delle mostre, di come programmare l'offerta ricettiva e turistica e tutto ciò che questa determina fino a cascata ad arrivare alla gestione dei turni di lavoro negli alberghi e nei ristoranti. Se una volta eravamo soliti pensare e dire che senza soldi non si cantano messe, oggi senza i dati non è possibile pensare seriamente di progettare il futuro economico delle nostre città.

Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 08:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA