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Galleria Umberto I di Napoli, svolta sui lavori: accordo Comune-privati, sì alla vigilanza

Sabato 22 Gennaio 2022 di Gennaro Di Biase
Galleria Umberto I di Napoli, svolta sui lavori: accordo Comune-privati, sì alla vigilanza

Un ente unico di gestione, vigilanza notturna privata, lavori pubblici per pavimento e vetrate. Ipotesi di tempistiche per liberare la Galleria dalle impalcature dal lato di via Toledo «tra luglio e agosto», se tutto filasse liscio, e senza alcun tipo di intoppo. Sono questi i temi principali affrontati ieri mattina dai protagonisti del vertice in Prefettura tra Manfredi, la Sovrintendenza, i privati e la Camera di Commercio, disposta a «finanziare la videosorveglianza». Il rilancio della Umberto I appare oggi più vicino ma, per passare dalle parole ai fatti, restano tanti i nodi da sciogliere. Vediamo nel dettaglio quali sono.

Partiamo dall'appello del prefetto, Claudio Palomba, che ha invitato «gli amministratori dei condomini della Umberto I a diventare un comitato unico». Un ente unico di gestione che, in sostanza, renderebbe più facili le soluzioni e le trattative per tutte le operazioni che riguardano il monumento del Risanamento. Nei prossimi giorni, i privati si riuniranno per decidere se e come formare questa assemblea inter-condominiale allargata, la cui creazione - come suggerito da Palomba - sarà decisiva per affrontare tutte le altre tematiche relative al rilancio del primo salotto di Napoli, oggi ancora immerso nel degrado. Un maxi-condominio, per esempio, chiarirebbe chi dovranno essere gli intestatari dei contratti di vigilanza notturna. È nello stesso verso che si muovono anche le parole del sindaco: «Il Comune si impegna per quanto riguarda gli interventi su pavimento e copertura - ha spiegato Manfredi - I privati possono rifare le facciate e poi eliminare i ponteggi. Di notte la Umberto I va presidiata con vigilanza privata. Ora basta con i contenziosi: investiamo risorse pubbliche e private». «L'iniziativa del prefetto è stata ottima - commenta Ciro Fiola, presidente della Camera di Commercio di Napoli - Le soluzioni per il rilancio della Galleria sono vicine. Credo che sarebbe importante l'installazione di una videosorveglianza collegata con la Questura, che potremmo finanziare noi». 

Dal luglio 2014 - quando il 14enne Salvatore Giordano fu ucciso da un fregio maledetto che si staccò dal rosone dalla facciata della Umberto I dal lato di via Toledo - la Galleria ha vissuto 8 anni di vuoto, rimpalli, tubi Innocenti, abbandono, saracinesche abbassate (a oggi sono ben 12). Non sono mancate, in questo lungo limbo, neppure le iniziative di rilanci fantasma. Il «cambio di passo» voluto dalla giunta Manfredi, dopo la campagna di mobilitazione partita da questo quotidiano a dicembre scorso per salvare il primo salotto di Napoli, viene riconosciuto anche dai privati presenti all'incontro (11 gli amministratori convocati dal prefetto, non tutti presenti ieri). Marco Fresa, amministratore di piazzetta Serao 7, chiarisce il nodo delle impalcature. E chiarisce che i lavori «non equivalgono a riconoscere la proprietà dell'arco, su cui è aperto un procedimento in tribunale». La disponibilità a rifare l'arco da parte dei privati, in sostanza, non è ritirata ma va riapprovata in assemblea di condominio: «Il cambio di passo si nota rispetto alla ex giunta - esordisce Fresa - Fino a dicembre 2021, i condomini erano disposti a procedere ai lavori, ma senza riconoscere la proprietà dell'arco, su cui è aperto un contenzioso in tribunale. L'assemblea in cui fu approvato di anticipare le somme per i lavori all'arco risale però a oltre 2 anni fa, e intanto non ci sono mai arrivate risposte concrete. A oggi si dovrà procedere a una nuova approvazione dell'assemblea condominiale a fine febbraio. La richiesta che abbiamo fatto al Comune riguarda il congelamento dei canoni sui fitti dei ponteggi, almeno fino a che il tribunale non stabilirà di chi sia l'arco. I costi dei lavori si aggirerebbero intorno ai 300mila euro. Verranno spese altre settimane per ottenere i permessi di cantierizzazione. Se tutto filasse liscio, a fine aprile potrebbero iniziare i lavori. Trattandosi di un restauro, il cui progetto è già avallato dalla Sovrintendenza, 5 mesi sono un tempo stimabile di lavorazione. Insomma, tra luglio e agosto la Galleria potrebbe essere liberata dai ponteggi: è la soluzione che proponiamo da anni. Allo stato attuale delle cose l'intervento rischia di costare meno dell'affitto dei ponteggi, che ammonta a circa 350mila euro. Un paradosso». 

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Se di giorno, con l'impegno dell'assessore alla Sicurezza De Iesu, è garantito un presidio di vigili urbani dalle 8 alle 20, resta il problema della notte. I privati non chiudono alla proposta - indicata ieri dal sindaco Manfredi - di farsi carico della vigilanza, ma chiedono contributi e garanzie. In questo senso, la proposta di Palomba di un ente unico di gestione tornerebbe utile per le trattative. «Sulla vigilanza privata notturna - prosegue Fresa - la disponibilità dei condomini c'è. Andrebbe pagata in partnership con il Comune, a mio giudizio, e con i commercianti che ne trarrebbero vantaggi». «Si è parlato della vigilanza notturna con costi a carico dei privati - aggiunge Raffaele Muratgia, amministratore di Angiporto 19 - Ma va eliminato il degrado di piazzetta Serao: è un peccato che un simile gioiello della città versi in condizioni così drammatiche. L'incontro mi ha lasciato una buona sensazione». «L'impressione è stata molto positiva - spiega Cosimo Rispoli, amministratore di Galleria Umberto I civico 83 - e ben venga anche il distretto del Commercio, di cui hanno parlato nei giorni scorsi lo stesso Comune e le associazioni di categoria. Le infiltrazioni però stanno creando danni gravi da noi: l'acqua cola dalle vetrate fino ai muri degli appartamenti. Il Comune ci ha detto che ci sono contenziosi aperti con dei condomini, e vuole agire nell'ottica di un new deal per la Galleria. Per quanto ci riguarda, eravamo in procinto di depositare un accertamento tecnico preventivo sulle infiltrazioni, ma siamo disposti a sospenderlo se, come annunciato, il Comune interverrà sulla copertura. I condomini nelle prossime assemblee voteranno sulla partecipazione alla spesa della vigilanza, ma a che titolo le guardie giurate potrebbero intervenire su clochard e babygang? Andrebbe emesso un atto, in cui il Comune affida la Umberto I ai privati. In attesa di questo eventuale strumento giuridico, credo spetti allo Stato occuparsi della sorveglianza. Quattro operatori notturni costano circa 15mila euro al mese. Per il sovrintendente Luigi La Rocca la Galleria non va chiusa, ma sono trapelate aperture su un'eventuale protezione, magari con barriere mobili. 

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