Pianura, da strada pubblica a privata: muretti fai-da-te bloccano il transito

Sabato 23 Novembre 2019 di Valentino Di Giacomo
Sbarre e muretti fai-da-te spuntati come funghi per delimitare l'accesso in alcune strade. Accade nel quartiere di Pianura dove pubbliche vie sono letteralmente sbarrate abusivamente dai residenti come se si dovesse oltrepassare una sorta di check-point di guerra. L'ennesimo caso in cui lì dove non arriva lo Stato a garantire la sicurezza dei cittadini allora sono questi ultimi a provvedere da soli per farsi giustizia. La soglia di tollerabilità per questi abusi resta altissima nell'eterna città di Pulcinella dove qualcosa si fa perché si è sempre fatto e non perché se ne ha diritto. Qui dove la consuetudine oltrepassa ogni norma e legge.

A richiamare l'attenzione sul caso di Pianura è stato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Borrelli. Tutti sanno, ma tutti fanno finta di non vedere ormai da anni. «In via San Josemaria Escrivà - spiega Borrelli - una strada che si dirama in più parti, diversi tratti sono stati delimitati abusivamente, venendo di fatto chiusi al traffico veicolare. Vasi, catene, ostacoli installati ad hoc per interdire l'accesso in determinate aree». Pubbliche strade trasformate in viali privati, ma il caso di via Escrivà non è il solo. Si contano almeno una decine di vie chiuse al transito in modo assolutamente non improvvisato: in via Primo Levi sorge una sbarra come quelle dei passaggi a livello e lo stesso avviene in via Ignazio Silone. A due passi c'è un'altra stradina dove si trova una grata di ferro come quelle per delimitare i cantieri esattamente al centro della carreggiata. «Da tempo - racconta Borrelli - lottiamo contro i paletti abusivi e altre forme di illegalità, ma a Pianura siamo oltre. Ormai siamo arrivati al punto che gli incivili non sottraggono piccoli spazi ma interi tratti di strada. Occorre una forte determinazione nella lotta a questi fenomeni. Abitare in prossimità di un tratto di strada non significa arrogarsi il diritto di appropriarsene in maniera del tutto abusiva e illegale».

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Eppure, a sentire chi abita in questa zona residenziale di Napoli, queste sbarre sono utili, quasi essenziali. «Di giorno - spiega una signora in via Levi - la sbarra è alzata quindi non diamo fastidio a nessuno, è di notte che chiudiamo con il catenaccio perché sono avvenuti tantissimi furti d'auto e nelle case». In realtà quelle sbarre restano abbassate anche di giorno, strade pubbliche trasformate senza alcuna autorizzazione in veri e propri vialetti privati. Ogni condomino ha la chiave del catenaccio e, prima di uscire con l'auto, apre il lucchetto e alza la sbarra per poter uscire. Nella stradina dove c'è la grata viene invece spiegato che quella rete metallica serve per non far andare troppo veloci i motorini e non far accedere le auto perché ci sono i bimbi che giocano in strada. Per conquistarsi il diritto alla sicurezza è quindi stato abolito quello di rendere libere e accessibili quelle vie a tutti i cittadini. Una sorta di guerra tra male maggiore e male minore. «Scusate - dice un signore anziano - ma che problemi vi dà questa sbarra?». A confermare che la percezione del reato neppure esiste. Di chiedere autorizzazioni al Comune per ragioni di sicurezza neppure viene in mente, tutti i residenti sono certi che quella richiesta verrebbe bocciata. «Poi chissà il sindaco - osserva una signora - quanto ci farebbe pagare».

«Ho inviato una nota alla polizia municipale - dice Borrelli - chiedendo di intervenire». Ma almeno fino a ieri pomeriggio di vigili urbani non se ne sono visti. «Dottò - spiega un papà che sta uscendo da un palazzo con il suo bambino - pure se vengono i vigili non possono denunciare nessuno perché non sanno chi l'ha messa la sbarra. Se la tolgono, tempo tre giorni e la rimettiamo, tutti i residenti sono d'accordo. Meglio spendere una decina di euro a testa e stare sicuri che trovarci con i ladri tutte le notti». Viene anche spiegato che questi sbarramenti non sono stati predisposti per proteggere delinquenti o spacciatori. «Le sbarre ci sono - avverte una signora - per difenderci dai delinquenti, non per difendere loro». © RIPRODUZIONE RISERVATA