Stazione Mostra, murales sulla storia del Napoli: c’è De Laurentiis e non Ferlaino

Venerdì 4 Dicembre 2020 di Valerio Esca

Sarà un’inaugurazione non senza polemiche quella che si terrà oggi alle 12 alla stazione Mostra della Cumana di Fuorigrotta, dove verrà scoperto il megamurales di 300 metri quadrati raffigurante i 94 anni di storia del calcio Napoli. All’evento saranno presenti il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il presidente del Calcio Napoli, Aurelio De Laurentis, il numero uno di Eav, Umberto De Gregorio, il presidente della Camera di Commercio di Napoli Ciro Fiola (che ha sponsorizzato l’iniziativa). Nessun invitato, e dunque nessun rappresentante del Comune. De Gregorio prova a gettare acqua sul fuoco: «Non è vero che il Comune è stato escluso dall’inaugurazione, basta con le polemiche inutili. Non è stato invitato nessuno, nemmeno il Prefetto, il Questore. La Regione è presente perché Eav è della Regione e il calcio Napoli perché è giusto che sia così: il murales racconta la storia del club». Incidente diplomatico con l’ex presidente del Napoli dei due scudetti e della Coppa Uefa, Corrado Ferlaino, che non compare in nessuna delle 130 immagini dei personaggi che hanno segnato i momenti più belli della storia degli azzurri.  

Nell’eterno braccio di ferro tra De Magistris e De Luca, quasi una gara a chi arriva prima, l’evento di oggi di fatto anticipa l’intitolazione della fermata della linea 6 della metropolitana di Napoli a Diego Armando Maradona, annunciata dal primo cittadino nei giorni scorsi e che andrà chiaramente ufficializzata attraverso un provvedimento ad hoc. È parso strano che tra gli invitati non ci fosse il sindaco, o per lo meno l’assessore allo Sport del Comune Ciro Borriello, che in passato ha avuto scontri molto duri con il patron del Napoli De Laurentiis. «Abbiamo iniziato a pensare a questo omaggio alla storia del Calcio Napoli, grazie al contributo di alcuni sponsor, da circa sei mesi - racconta De Gregorio - Ci hanno lavorato per settimane e settimane diversi giovani artisti. Poi ci siamo fermati per il Covid, ma era tutto pronto. Qualche viaggiatore sbirciava e fotografava, qualcuno ha rotto pure il pannello per vedere cosa c’era dietro. Quando è arrivata la triste notizia della morte di Maradona abbiamo pensato che era arrivato il momento di scoprire tutto: Diego è l’apice di una lunga tradizione, di una passione viscerale che lega il calcio alla città. È il re del calcio universale, non solo di Napoli. E infatti è raffigurato con una coroncina da re». 

 

De Gregorio prova, dunque, a smorzare la polemica con Palazzo San Giacomo, rimarcando come fosse un evento strettamente legato all’Eav (partecipata dei trasporti della Regione). Ma dal Comune l’assessore Borriello non le manda a dire: «Tutto ciò che riguarda la Cumana non dobbiamo quindi considerarlo di Napoli? L’Eav, che è di proprietà della Regione, scopriamo essere diventata una enclave del capoluogo campano, manco fosse Città del Vaticano. La Repubblica autonoma dell’Eav - tuona l’assessore allo Sport - La gente questo non lo percepisce, piuttosto ci si rende conto della strumentalizzazione politica che non fa bene a nessuno. Questa esclusione del Comune mi ricorda i ragazzini che si portano dietro il pallone e poi decidono quale deve essere la squadra e magari da che parte del campo giocare». Si tratta di un’opera di oltre 300 metri quadrati, che racconta una lunga storia, dal 1926 ai giorni nostri. «Di un grande amore, di cui Diego è stato la massima espressione - sottolinea il presidente Eav - Racconta centinaia di volti noti, da Sallustro a Savoldi a Sivori a Koulibaly. Racconta una storia, una squadra, una passione, una città. Maradona è il simbolo che racchiude tutto questo. Un tifoso dirà che manca tizio, un altro tifoso dirà che non doveva esserci caio. Come qualcuno ha storto il naso per la presenza di Higuain perché non è simpatico a tutti. Ma come ogni racconto anche il nostro è sicuramente imperfetto». 

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Il grande escluso è il presidente degli scudetti, Corrado Ferlaino. Traspare amarezza dalle poche parole pronunciate dall’ingegnere, raggiunto telefonicamente, anche se preferisce rimandare ogni commento ad una riflessione più ampia, magari in un prossimo futuro: «Se ne sono accorti in molti che non ci sono, ma non mi va di aggiungere altro, preferisco non parlarne». «Anche in questo caso - aggiunge De Gregorio - non è detto che questo racconto non possa continuare, magari aggiungendo un’immagine di Ferlaino e magari anche di tanti altri che non sono presenti adesso nel murales».

 

Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 07:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA