Chiuse le audizioni per la Apple
in pole position i prof del Mezzogiorno

di Mariagiovanna Capone

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Dei 32 docenti candidati, hanno rinunciato soltanto in due. Tutti gli altri tra martedì e ieri hanno risposto alle domande della commissione dell’Università Federico II per insegnare da ottobre alla iOS Developer Academy di San Giovanni a Teduccio. Soltanto la metà quindi potrà avere l’occasione di far parte della più ambita scuola di formazione europea, dove si insegnerà a progettare e sviluppare app, ideare e gestire start-app e sapersi far largo nel mercato internazionale. Per nove mesi plasmeranno i 200 under 30 (dal 5 al 9 settembre partiranno le loro selezioni) con strumenti didattici innovativi, nel campus che la società di Cupertino ha voluto sorgesse negli stabilimenti dell’ex Cirio che dal 20 settembre ospiteranno anche una nuova sede di Ingegneria. Una sfida per Napoli che con questo progetto si candida a capitale tecnologica. E sfogliando i curricula dei docenti candidati, è evidente che la sfida è stata colta.

«Per i colloqui ci siamo basati su un concetto molto semplice: la loro formazione tecnica e professionale è per scontato elevata, poiché la scrematura è servita a selezionare già quelli bravi. Volevamo capire se oltre a essere competenti, fossero anche motivati. Capire quanto volevano scommettere su un progetto così importante per noi, e se fosse considerato importante anche da loro. E questo lo si capisce soltanto conversando». Dopo due giorni di colloqui, Giorgio Ventre, presidente della commissione del concorso ma anche figura centrale che per mesi si è occupato di mantenere i rapporti della Federico II con la Apple per conto del rettore Gaetano Manfredi. Lui più di tutti sa su che tipo di docenti vuole puntare la società fondata da Steve Jobs. Perché i 15 insegnanti avranno un compito di vitale importanza per la buona riuscita dell’intero progetto. «Stiamo assistendo a un momento storico» ammette Ventre. «A un nuovo modo di investire sul talento delle persone e a insegnargli con metodi non più solo tecnici ma anche costruttivi per il mondo del lavoro». Una consapevolezza giunta anche dalla lettura dei curricula dove emergono informazioni interessanti che confermano perché Apple ha voluto investire proprio sui nostri territori.

«Tra i candidati ci sono giovani laureati napoletani con un elenco immenso di competenze concretizzate sia nella loro città che all’estero, ma emerge anche la presenza di una qualità significativa provenienti dal Sud. Ci siamo sentiti onorati di averli candidati, è stato gratificante». Puglia, Campania e Sicilia hanno tante gemme da smussare ma alcune brillano già di luce propria. Vengono da Napoli, Bari e Catania, infatti, alcuni dei principali talenti in lizza per la collaborazione coordinata e continuativa della durata di 10 mesi lavorerà all’Academy, già Ceo o Coo di società che si stanno imponendo sul mercato con app o start-app legate al mondo del turismo e della comunicazione.

 
Giovedì 1 Settembre 2016, 00:34 - Ultimo aggiornamento: 01-09-2016 10:45
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