Complesso edilizio sequestrato in Costiera, Fabio Quagliarella tra i soci dell'affare

Martedì 18 Febbraio 2020 di Dario Sautto

Un intero complesso edilizio di «housing sociale» nel cuore della Penisola Sorrentina, costruito al posto di un agrumeto, potrebbe essere totalmente abusivo. Ben 53 appartamenti da 76 metri quadrati l’uno, 67 parcheggi interrati, una palestra, una serra didattica e altri locali commerciali sono finiti ieri sotto sequestro a Sant’Agnello, praticamente a tre giorni dall’inaugurazione. 

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Dopo le denunce presentate dall’associazione Italia Nostra e dal WWF Penisola Sorrentina, la Procura di Torre Annunziata aveva aperto un fascicolo d’inchiesta, inizialmente contro ignoti per reati nel campo dell’edilizia. Ieri mattina, però, il personale della polizia giudiziaria, con provvedimento a firma dei sostituti Andreana Ambrosino e Rosa Annunziata del pool del procuratore Pierpaolo Filippelli, ha eseguito il decreto di sequestro preventivo d’urgenza, che prevede le ipotesi di reato di costruzione in assenza di permesso a costruire e opere eseguite in assenza di autorizzazione contestate a vario titolo a quattro persone. 

Su tutti c’è il nome di Antonio Elefante, l’ingegnere di Castellammare specializzato nei grandi progetti, già indagato per la vicenda dell’ex area Cirio stabiese. È lui l’amministratore della Shs srl, società che stava ultimando le opere «del primo esempio di edilizia ad alta sostenibilità ambientale», ma allo stesso tempo è relatore del progetto e direttore dei lavori. Indagati anche Massimiliano Zurlo, commercialista e altro amministratore; e altri due ex ad della società, l’avvocato Danilo Esposito e Francesco Gargiulo. Coinvolto nell’affare – ma non iscritto nel registro degli indagati – c’è anche Fabio Quagliarella, ex attaccante del Napoli e oggi bomber della Sampdoria.  

I quattro indagati hanno ricevuto ieri mattina la notifica, mentre la polizia giudiziaria disponeva materialmente il sequestro dell’area, pronta per l’inaugurazione e con gli appartamenti praticamente già tutti venduti. Tra gli acquirenti compaiono una decina di esponenti delle forze dell’ordine, che avevano una sorta di prelazione sul 10% degli alloggi, a prezzi vantaggiosi. La ricostruzione degli investigatori è adesso al vaglio del professor Ciro Oliviero, il perito nominato dagli uffici inquirenti per capire se effettivamente – come emerso finora – ci siano irregolarità tali da dichiarare l’intero complesso edilizio totalmente abusivo. 

Il comparto abitativo di housing sociale ad iniziativa privata è stato realizzato a Sant’Agnello, in via Monsignor Bonaventura Gargiulo. Secondo gli inquirenti, però, tutto è avvenuto in presenza di titoli per costruire rilasciati in contrasto con una sentenza della Corte Costituzionale, che stabilisce che i permessi in edilizia non debbano cozzare con il Put (piano urbanistico territoriale) della costiera Sorrentino Amalfitana. Un vizio di forma insuperabile, che dunque rende illegittimi diversi atti. Innanzitutto il piano urbanistico attuativo contenuto nella delibera di giunta del 3 agosto 2015, che prevedeva housing sociale anziché quello previsto dal piano regolatore di «edilizia economica e popolare per il recupero di vani malsani o sovraffollati». E ancora il parere favorevole rilasciato il 26 gennaio 2016 dalla conferenza dei servizi della Soprintendenza per i beni archeologici e per il paesaggio di Napoli, che aveva dato il via libera al responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Sant’Agnello per rilasciare l’autorizzazione paesaggistica che serve per il successivo permesso a costruire (13 dicembre 2016).  Tutto questo con l’ombra di una lottizzazione abusiva che, nel caso emerga, potrebbe riguardare anche amministratori comunali, tecnici e altri protagonisti dell’affare «Sant’Agnello Housing Sociale».
 

Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 11:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA