Chiese, campane a distesa
per le vittime del ponte di Genova

Martedì 13 Agosto 2019 di Francesca Mari
Le campane delle diciassette parrocchie cittadine suoneranno contemporaneamente, dalle 11.36 alle 11.37, nel preciso momento in cui il 14 agosto dell'anno scorso crollò il ponte Morandi trascinando con sé le vite di 43 persone, tra cui i quattro giovani amici di Torre del Greco. Come una nenia del dolore lo squillo delle campane, che domani mattina risuonerà in tutte le case, aprirà il giorno del cordoglio per l'anniversario della morte di Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione, i quattro giovani torresi che hanno perso la vita nella terribile tragedia.

 

A volerlo il sindaco Giovanni Palomba che ha scritto una lettera al decano Salvatore Palomba perché le campane risuonassero insieme in tutte le chiese e firmato un'ordinanza affinché siano esposte le bandiere a mezz'asta in tutti gli edifici pubblici e in quei fatidici 60 secondi del crollo si rispetti il minuto di silenzio. Alle 10.30 nella sala consiliare di Palazzo Baronale il primo cittadino si riunirà insieme ai familiari delle vittime, che hanno scelto di non partecipare alla cerimonia ufficiale che si terrà domani a Genova e di restare nella propria città per evitare di assistere a passerelle politiche, e con loro, gli amici e i conoscenti dei quattro giovani, attenderà il momento per osservare il minuto di raccoglimento.
LA MESSA
Nel pomeriggio saranno esposte a Palazzo Baronale le tele raffiguranti le quattro vittime, fatte realizzare dagli amici storici, e alle 19 una messa solenne nella chiesa del Sacro Cuore a Cappella Bianchini concluderà la giornata. «La tragedia di Genova che il 14 agosto dello scorso anno ha visto cadere, insieme alle pietre di Ponte Morandi, anche la vita di 43 persone, scomparse, in un unico interminabile istante le parole del sindaco Palomba - deve rappresentare un monito e un simbolo per l'Italia intera, a non dimenticare, mai. In quella tragica vicenda, e nel crollo di quelle macerie, è scritto, tristemente, per sempre anche il nome di Torre del Greco che alle ore 11.36 perdeva quattro giovani figli. Non si può dimenticare; non si deve dimenticare. Lo chiede l'innocenza di quattro vite spezzate. Questi figli continuano a vivere nei ricordi e nei pensieri non soltanto dei genitori e degli amici, a cui va la mia personale vicinanza, e, il mio più sentito cordoglio, ma anche nella vita di una città che pretende e grida giustizia. Un atto dovuto, per testimoniare il ricordo vivo di una comunità che non si arrende ma che continua, con decoro e dignità, il suo cammino».
Con il giorno della memoria il sindaco di Torre del Greco è certo «di interpretare, e, al contempo raccogliere il sentimento dei cittadini tutti», per una tragedia che ha toccato nel profondo l'intera comunità, una città segnata da un declino politico ed economico e, in cui, proprio in quei tragici giorni si attendeva la santificazione di Vincenzo Romano (avvenuta poi a Roma il 14 ottobre) come una rinascita.
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