Coronavirus a Napoli, la missione di Franco: «Portiamo i quotidiani nelle case di chi non esce: informarsi è bene vitale»

Giovedì 26 Marzo 2020 di Giuseppe Maiello

Garantire l'informazione ai tempi del Covid 19: se il lettore non va all'edicola è il giornalaio che porta a domicilio il quotidiano. È questa la mission che si è imposto Franco Turino, 50 anni, titolare della «New edicola» di corso Durante 226, a pochi metri dalla piazza centrale di Frattamaggiore. A dargli una mano il nipote, Rocco Costanzo, 33 anni, di professione ingegnere. Franco riceve alla 6 di mattina il pacco dei giornali dal distributore e alle 6,30 affida al nipote le consegne. Rocco parte, secondo le condizioni climatiche e la distanza, in bici, in moto o in macchina, per distribuire il giornale a chi ne ha fatto richiesta. È il primo giro di distribuzione, quello che ha come destinatarie per lo più le persone anziane che da sempre non rinunciano alla lettura del quotidiano e che in queste settimane di emergenza e rischio contagio preferiscono restare a casa. Sono le persone che hanno una cassetta postale o appartamenti dove è possibile depositare il giornale senza rischiare danneggiamenti per le intemperie. Alle 8 secondo giro: la distribuzione è per quanti non hanno cassetta, per cui è necessario effettuare la consegna direttamente al destinatario.
 

 

Al momento sono poco più di una settantina le persone che hanno contattato l'edicolante per avere il giornale a casa, ma il numero è destinato a crescere, anche perché il servizio viene assicurato gratis. «Viviamo una particolare emergenza e mi sono reso conto che alcune persone che puntualmente venivano da me per comprare il giornale io gestisco questa edicola da 29 anni non le vedevo più. In particolare anziani. Di alcuni avevo il numero di cellulare, li ho contattati e mi hanno spiegato le difficoltà che avevano ad uscire di casa, soprattutto se distanti dalla piazza: allora d'intesa con mio nipote abbiamo pensato di organizzare una consegna domiciliare e gratuita del quotidiano. Si può immaginare la gioia di queste persone, abituate da una vita a sfogliare il giornale la mattina», spiega Franco. «La lettura del giornale è la preghiera del mattino dell'uomo moderno, diceva Friedrich Hegel: come togliere a queste persone questa opportunità?» gli fa eco il nipote, Rocco, ingegnere, libero professionista, che ha sposato questa singolare idea di solidarietà dello zio. «C'è stato in questo mese un calo delle vendite, almeno una sessantina di copie, per ogni testata della più richieste, come Mattino e Corriere dello Sport, a causa della chiusura imposta a diversi esercizi commerciali, come i bar. È evidente che nel caso della distribuzione porta a porta, la nostra iniziativa non è dettata dal margine di guadagno, che gli addetti ai lavori sanno essere marginale, ma dalla volontà di recitare la nostra parte in termini di solidarietà, per rendere la permanenza in casa più tollerabile», continua l'edicolante.
 

«Abbiamo cominciato con la consegna di una decina di copie, oggi abbiamo superato le settanta: stiamo veicolando questa iniziativa su whatsapp, instagram, facebook e con avvisi all'esterno dell'edicola, e se prima i nostri clienti' erano circoscritti al centro storico, oggi le richieste ci arrivano anche dalla periferia, e dai confini con Frattaminore, Cardito ed Afragola» aggiunge Franco che sottolinea le difficoltà delle edicole legate alla «concorrenza» che arriva dalla rete: «Purtroppo i giovani acquisiscono notizie dalla rete, senza capire d'imbattersi il più delle volte in fake news: il giornale è un'altra cosa», insiste Franco, sposato, due figli, il primo, 33 anni, è a Bolzano nelle Forze Armate, la seconda 22 anni, vive in famiglia. «Ognuno deve recitare la propria parte, noi facciamo la nostra. Offriamo a queste persone anche l'opportunità di pagare bollette, fare ricariche telefoniche, e così via. Il conto? C'è un rapporto di fiducia: pagano a servizio effettuato, si tratta di clienti storici. Per i quotidiani l'importo ci viene versato a fine settimana». 

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