Covid a Napoli, trasporti il pericolo numero uno: ressa no stop tra bus e metropolitana

Venerdì 9 Ottobre 2020 di Paolo Barbuto
Covid a Napoli, trasporti il pericolo numero uno: ressa no stop tra bus e metropolitana

Se avete un conoscente che viaggia abitualmente con i mezzi pubblici provate a chiedergli qual è la sensazione che l'avvolge ogni volta che sale a bordo, vi risponderà quasi certamente che ha paura. Se non siete avvezzi al trasporto pubblico, date uno sguardo alle foto di questa pagina, tutte degli ultimi due giorni, e comprenderete il perché di quella risposta: in un periodo di recrudescenza del virus e di necessità assoluta di rispetto del distanziamento, chi è costretto a viaggiare in metropolitana, bus, cumana, circumvesuviana, si ritrova accalcato fra centinaia di altre persone. Nessun distanziamento, nessuna possibilità alternativa, se hai bisogno di andare a scuola o al lavoro e non possiedi l'auto, sei costretto a giocare ogni giorno alla roulette russa del Coronavirus sperando di uscirne indenne.

Il mondo dei trasporti locali è stato scosso mercoledì dal post social di un sindacalista della Usb, Adolfo Vallini, il quale ha lanciato il sasso nello stagno: «Tutti a cercare soluzioni per arginare il virus, nessuno che si accorga della pericolosità dei trasporti pubblici. Bisogna tornare alla capienza massima del 60%, è necessario prevedere costanti igienizzazioni delle parti maggiormente a contatto con il pubblico».

 

Quelle parole hanno riacceso l'attenzione sui trasporti poco sicuri sul fronte del contagio. Ieri mattina Antonio Bassolino, che abitualmente si muove in autobus, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook la foto del suo viaggio accalcato fra la gente e ha commentato «Così non va bene. Non si può viaggiare in queste condizioni mentre i contagi aumentano. Si intervenga, per piacere: ognuno per la sua parte e finalmente tutti assieme».

 

Così non va bene. Non si può viaggiare in queste condizioni mentre i contagi aumentano. Si intervenga, per piacere: ognuno per la sua parte e finalmente tutti assieme

Pubblicato da Antonio Bassolino su Mercoledì 7 ottobre 2020

 

Però la questione dei trasporti continua a restare ai margini delle decisioni sull'emergenza Covid, e le aziende di trasporto, chiamate direttamente in causa dalle fotografie che vengono riversate a decine sui social, si difendono spiegando che le norme consentono di arrivare a quei livelli di riempimento. L'altro giorno fu l'Anm a chiarire che il rispetto delle norme è rigoroso (anche se dalle fotografie non sembra), ieri è sceso in campo il presidente di Eav Umberto De Gregorio.

«È vero, nelle ore di punta i treni sono affollati - ha detto il responsabile della holding regionale dei trasporti De Gregorio - Ma nei limiti consentiti dalla norma in vigore, cioè con l'80 per cento dei posti disponibili da libretto di circolazione. I dati ufficiali di Eav ci parlano di treni al massimo al 70 per cento. Certo ci possono poi essere situazioni particolarmente critiche, ma sono casi del tutto isolati».

Sul tema specifico dell'affollamento che mette in crisi i viaggiatori e genera scalpore tra gli osservatori De Gregorio è perentorio: «La folla è prevista dalle regole nazionali e si trova a Napoli come a Venezia (qui è previsto addirittura il 100 per cento) a Roma e Milano. Se tutto viene aperto è inevitabile che si ritorni all'affollamento dell'epoca pre-Covid. Servirebbe una differenziazione negli orari di ingresso in uffici pubblici e privati, nei negozi e nelle scuole. Ma di questo nessuno parla».

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Alle parole di De Gregorio ha risposto ancora Vallini dell'Usb: «Vedere le scene di metropolitane e autobus strapieni a Milano come a Venezia rappresenta da un lato l'incapacità dei gestori di programmare il servizio a livello locale e regionale, dall'altro un attentato alla salute pubblica. Si tratta di una cosa gravissima e il fatto che accada in tutta Italia, contrariamente a quanto afferma il presidente dell'Eav non la rende meno grave».

Nel frattempo tutto il fronte sindacale, compatto, chiede con vigore che vengano aumentati i livelli di sicurezza rispetto al contagio, sia per gli utenti che per il personale. La questione riguarda più direttamente gli autisti dei bus che restano per ore nell'abitacolo assieme a centinaia di persone, ma anche i controllori che hanno diretto contatto con i pubblico, gli operatori delle funicolari che nelle stazioni si trovano spesso assieme ai viaggiatori.

Un capitolo a parte merita la costola di Anm che si occupa della sosta, i vigilini, insomma. Di recente si è sviluppato un piccolo focolaio nel gruppo del Vomero e la tensione è cresciuta quando due dipendenti considerati negativi dopo i controlli aziendali, hanno accertato la loro positività tramite tampone: questo evento ha inasprito le richieste sindacali per ottenere esami più accurati per tutto il personale.

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