Covid in Campania, De Luca: «Ultima ordinanza, poi chiudo tutto. E le forze dell'ordine sono scomparse»

Martedì 29 Settembre 2020

Lo stop alla movida con il divieto di vendere alcolici da asporto dopo le 22 e il limite di venti persone alle feste «è la penultima decisione prima di chiudere tutto». Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a Porta a Porta. «Sono molto allarmato - ha detto De Luca - credo che dobbiamo aprire gli occhi e dire con chiarezza ai cittadini che siamo già nella seconda ondata dell'epidemia. Ricordo che la Campania è la Regione che ha la più alta densità abitativa d'Italia e il 60% dei positivi oggi sono nelle Asl Napoli 1 e 2 e a Caserta cioé quelle a maggiore congestione abitativa». 
 

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«Se vogliamo convivere con il virus per altri 10 mesi, quando avremo disponibilità del vaccino se ci va bene, il controllo del territorio dev'essere rigoroso e capillare. Io rilevo che da 2-3 mesi le forze dell'ordine da questo punto di vista sono scomparse, non trovo più una pattuglia dedicata al lavoro di controllo anti Covid. Se pensiamo di convivere con il Covid in queste condizioni per altri 10 mesi dobbiamo dire chiaramente agli italiani che tra un mese dobbiamo chiudere tutto», ha detto ancora il presidente della Regione Campania.

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«Abbiamo quasi il 90% di positivi al covid che sono asintomatici ma questo non ci tranquillizza, perché intanto hanno aperto le scuole, una novità rispetto a sei mesi fa e l'assembramento all'ingresso e all'uscita è totale».

De Luca ha ricordato l'ordinanza del ministro della Salute «che rende obbligatorio l'uso della mascherina dopo le 18. Ma  se dopo le 18 nessuno porta la mascherina dobbiamo capirci: se facciamo le ordinanze dobbiamo farle rispettare, e devono farle rispettare le forze dell'ordine e le polizie municipali». 

«La previsione pessimistica dei nostri epidemiologi dice che ci può essere un picco di 5000 contagi, noi ora ci prepariamo ad avere 20.000 posti letto negli ospedali più altri 2,000 per la stagione influenzale. Cominciamo il 2 ottobre il vaccino antinfluenzale per evitare che le persone con l'influenza vadano negli ospedali ingolfandoli. Lo diamo ai medici di medicina generale e alle Asl, se ne abbiamo anche alle farmacie, ma l'importante è che si parta subito a tappeto». De Luca, ospite col collega veneto Luca Zaia, ha commentato i tamponi rapidi che sono in atto nella regione del Nordest: «Se ce li forniscono anche a noi saremmo grati di poterli usare. Non so se l'Istituto Superiore di Sanità li ha validati, fino a ieri ci avevano detto che non c'era affidabilità. Ma se l'Istituto ce li invia siamo felici di usarli. Noi per ora abbiamo fatto per la scuola test sierologici a 113.000 docenti e non docenti delle scuole pubbliche e private, raggiungendo l'80% del personale scolastico e rintracciando 11 positivi»

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«La Campania è la Regione che nel fondo sanitario nazionale riceve meno di tutte le Regioni d'Italia. Questa storia deve finire», ha tuonato De Luca. «La Campania viene depredata ogni anno di 300 milioni di euro, perché nel riparto del fondo sanitario nazionale si applica solo un criterio, quello dell'età anagrafica, e siamo la popolazione più giovane. Ma c'è un secondo criterio che andava applicato, che era quello della deprivazione sociale, cioè il livello di reddito, la disoccupazione. Siamo usciti da 10 anni di commissariamento della sanità facendo un miracolo e scontando il fatto che in 10 anni di commissariamento abbiamo perduto 13.500 dipendenti della sanità. Sfido chiunque a gestire un sistema sanitario in queste condizioni». 

Sulla gestione del Recovery Fund, ha aggiunto, «discuteremo con grande amicizia e credo che troveremo una soluzione. L'importante è che ci diano questi 300 milioni l'anno, poi siamo d'accordo su tutto». 

 

Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 07:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA