Coronavirus, a San Giorgio a Cremano
morta una suora dell’Istituto Regina Mundi

Martedì 7 Aprile 2020
«Cari concittadini purtroppo oggi registriamo una persona positiva e la morte di un’altra sorella dell’Istituto Regina Mundi. Molti di voi mi hanno scritto in privato preoccupati dai video che sono girati sui cellulari e sui social e le tante notizie più o meno vere». Così il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno in un post sulla sua pagina ufficiale. 

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«Purtroppo le suore stanno affrontando forse il momento più delicato della loro storia da quando sono sul nostro territorio. Molti concittadini sono cresciuti in quella struttura e molti altri hanno avuto quel luogo come punto di riferimento nelle difficoltà.

Tutti noi ci stringiamo intorno a questa comunità che ha dato molto alla nostra città e che speriamo presto esca dalle difficoltà. Nei giorni per curare le suore e diminuire la concentrazione sono state ospedalizzate quattro suore, restano per ora due suore in struttura ovviamente seguite dall’Asl per le eventuali difficoltà.

La situazione è monitorata tutti i giorni sperando che le altre Sorelle escano quanto prima possibile da questo incubo. Resta per me scandalosa la diffusione e pubblicazione video che in questo triste momento hanno ritratto le sorelle prelevate dalle ambulanze.

Su quelle barelle non c’erano marziani ma donne che hanno accolto tanti bambini negli anni, donne che per vocazione hanno sempre tenuto alla loro riservatezza, violata barbaramente; noi preferiamo immaginarle e rivederle, a differenza di qualcuno, al servizio della comunità e con gli abiti che hanno scelto per servire .
Piuttosto stringiamoci intorno a questa comunità sapendo che l’asl e il comune seguono ognuno per il proprio pezzo di responsabilità la loro problematica tentando di dare quei servizi necessari affinché quanto prima possano riprendersi.

In questi giorni ho letto commenti inopportuni e articoli morbosi, noi invece difendiamo un pezzo di storia e lo sosterremo, insieme a tanti concittadini, quando tutto sarà finito. Avranno bisogno del sostegno di tutti noi per tornare ad essere quel luogo di studio e carità che abbiamo sempre conosciuto. Siamo una grande comunità e lo dimostreremo».

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