Scuola, rientro in classe a metà: il Tar decide sulla Dad in Campania

Domenica 9 Gennaio 2022 di Gigi Di Fiore
Scuola, rientro in classe a metà: il Tar decide sulla Dad in Campania

Da oggi riaprono le scuole dopo le vacanze natalizie, ma non ovunque. In ordine sparso, si riprenderà con la Dad, la didattica a distanza. Secondo le stime dei presidi mancheranno all’appello 120mila classi su 360mila. Molte differenze e distinguo tra le regioni, per l’allarme sui contagi. È la Campania, insieme con la Sicilia dove la riapertura delle scuole è stata rinviata di tre giorni, la regione che ha scelto di diversificarsi dalle scelte del governo nazionale. Il presidente della Regione campana, Vincenzo De Luca, ha ripristinato la Dad per le scuole primarie e medie fino al 29 gennaio, lasciando la riapertura in presenza solo alle scuole superiori. E proprio stamattina al Tar è in discussione il ricorso avanzato dai genitori no-Dad, con i chiarimenti richiesti alla Regione. Comunque anche per gli istituti di secondo grado, in Campania non sarà riapertura ovunque. Decine di sindaci hanno disposto la chiusura di licei e istituti professionali, per l’aumento dei contagi. Ed è polemica, mentre il governo nazionale ha annunciato che impugnerà la decisione della Regione Campania. Lo ha confermato il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi: «La scelta della Campania è sbagliata e illegittima. I nostri tecnici stanno trovando il modo di impugnare questa norma». 

Vanno in ordine sparso le amministrazioni comunali campane. Ogni sindaco fa da solo, qualcuno rinviando di qualche giorno la didattica in presenza. Si moltiplicano le ordinanze. Le ultime a Cervinara in Irpinia, dove il sindaco Caterina Lengua ha deciso la Dad anche per le scuole superiori. O a Baselice nel Sannio, dove il sindaco Lucio Ferella ha disposto la chiusura fino a venerdì. Fronte unito tra i sindaci dei Comuni della Costiera amalfitana che, tutti insieme, hanno deciso di rinviare la ripresa delle attività didattiche in presenza per le scuole superiori fino al 29 gennaio. Le tredici amministrazioni comunali della costiera hanno emesso singole ordinanze per lo stop generalizzato alla didattica in presenza. Tutti in Dad perché, hanno spiegato il presidente e il delegato alla sanità della Conferenza dei sindaci della Costa d’Amalfi, Luigi Mansi e Andrea Scala, «il preoccupante andamento dell’epidemia da Covid-19 in Costiera amalfitana richiede ulteriori rigorose misure per garantire il completamento della campagna vaccinale sul territorio». Prima di loro, hanno deciso di disporre l’indiscriminata didattica a distanza decine di sindaci in ognuna delle cinque province campane. E inseguire le scelte diverse tra le amministrazioni comunali campane non è semplice.

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Le associazioni di genitori no-Dad, a Napoli come a Salerno, contestano la mancata riapertura delle scuole disposta dalla Regione Campania. E si profilano più ricorsi al Tar. Il primo lo hanno presentato al Tar napoletano un gruppo di genitori, affidandosi agli avvocati Giacomo Profeta e Luca Rubinacci. Entro le 10 di questa mattina, la Regione Campania dovrà presentare alla quinta sezione del Tribunale amministrativo napoletano «gli atti pertinenti e rilevanti a presupposto dell’ordinanza impugnata». Ma il presidente dell’associazione che riunisce i direttori scolastici, Francesco De Rosa, è a favore della decisione della Regione. «Avevamo chiesto due settimane di didattica a distanza» ha dichiarato. E alla base di questa posizione, anche le difficoltà organizzative a gestire le direttive del governo sui contagi, le quarantene, le disposizioni diversificate all’interno di una stessa scuola. Riapertura tra problemi e il ministro Bianchi ha dichiarato al Tg3: «C’è sicuramente la possibilità che alla ripresa manchi del personale. Noi abbiamo dato 400 milioni per rinnovare e potenziare il personale proprio per l’emergenza legata al Covid. Si tratta di 35mila docenti e di altrettanto personale tecnico in più. Anche in passato dopo il Natale si sono registrate molte malattie ma questa situazione si affronta insieme e con la volontà di tutti». 

Sono sul piede di guerra anche i sindaci delle isole minori in tutt’Italia per le ultime decisioni del governo. Anche a Ischia e Procida, dove c’è chi lamenta discriminazioni e pericoli di isolamento per i non vaccinati. Il ministero della Salute ha diffuso una circolare, sul trasporto marittimo che collega le isole minori alla terraferma, specificando che «solo per motivi di salute e di studio, l’accesso ai mezzi pubblici per lo spostamento da e per isole minori è consentito con green pass base fino al 10 febbraio». Poi, anche in questo caso, ci sarà bisogno del green pass rafforzato. Sugli scuolabus, sempre fino al 10 febbraio, gli studenti anche delle scuole secondarie potranno salire senza green pass, ma con l’obbligo della mascherina Ffp2. 

Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio, 17:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA