Csm: «Minori, a Napoli più episodi
criminosi ma meno denunce»

«Il calo delle iscrizioni di procedimenti a carico di minorenni nell'area metropolitana di Napoli è da attribuire «alla mancata denuncia delle vittime, anche in vicende gravissime, nonché a una diminuzione delle segnalazioni da parte delle forze dell'ordine». È quanto riferito dal procuratore presso il Tribunale dei Minorenni di Napoli, Maria de Luzenberger, nell'audizione dinanzi alla Sesta Commissione del Csm, passaggio riportato nella risoluzione sul fenomeno delle baby gang che sarà presentata al plenum del Csm che si riunirà domani nel Palazzo di Giustizia di Napoli.

Nel periodo tra il 1° luglio 2016 e il 30 giugno 2017, ha riferito alla commissione il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Napoli Luigi Riello, le iscrizioni di procedimenti a carico di minorenni sono diminuite del 24%.
Ma, ha precisato De Luzenberger, alla riduzione delle iscrizioni, attestata dalle statistiche, «non corrisponde un calo effettivo degli episodi criminosi, essendo la flessione attribuibile alla mancata denuncia delle vittime, anche in vicende gravissime, nonché a una diminuzione delle segnalazioni da parte delle forze dell'ordine». Inoltre, si legge ancora nella risoluzione, «nel recentissimo periodo è stata registrata un'intensificazione senza precedenti dei reati contro la persona (tra novembre 2017 e gennaio 2018, sono state registrate 14 aggressioni, delle quali 7 con accoltellamenti, le altre con calci e pugni, in un caso, con l'uso di pistole, di tirapugni e di altri strumenti atti a offendere), con peggioramento del trend, già negativo, riscontrato, negli ultimi 2 anni, in questo settore e in quello delle violenze sessuali». 

Non velleità di controllo del territorio, quanto piuttosto «il desiderio di soddisfare bisogni materiali per emulare modelli veicolati dai mass media». È questa la genesi della criminalità minorile operativa nel settore dei reati di natura predatoria, secondo quanto si legge nella risoluzione della Sesta commissione del Csm sul fenomeno delle baby gang che sarà presentata al plenum previsto domani nel Palazzo di Giustizia di Napoli. 

Nell'ambito delle analisi del fenomeno secondo le sue caratteristiche peculiari nell'area metropolitana di Napoli, la microcriminalità minorile viene definita «di diversa natura»rispetto alla partecipazione di minori a gruppi criminali organizzati: in tal caso, infatti, «le aggregazioni, pur frequenti, non assurgono di norma al rango di gruppi associati, essendo piuttosto frutto di accordi occasionali ed estemporanei, funzionali al buon esito dell'azione programmata». Nessuna volontà di esercitare un controllo criminale del territorio, quindi, quanto la volontà di «soddisfare bisogni materiali per emulare modelli veicolati dai mass media». 
Lunedì 10 Settembre 2018, 15:51 - Ultimo aggiornamento: 10-09-2018 22:56
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