Disabili e parcheggi, replica «scomposta» di un agente: polemiche nel Napoletano

Lunedì 10 Gennaio 2022
Disabili e parcheggi, replica «scomposta» di un agente: polemiche nel Napoletano

Ha suscitato un vespaio la risposta «scomposta» di un agente della polizia municipale di Afragola, popoloso comune alle porte di Napoli, che, via social, rispondendo alla richiesta di aiuto rivolta proprio alle forze dell'ordine locali da una associazione che tutela i disabili, ha replicato: «Tutta la mia solidarietà... ma pure a voi solo perché avete una disabilità parcheggiate ovunque, anche sopra il marciapiede. Siete uguali a noi anzi forse più cattivi...».

Il post pubblicato su Fb ha provocato una serie di dure repliche da parte dei cittadini e, soprattutto, da parte dei vertici dell'associazione «La Battaglia di Andrea», presieduta da Asia Maraucci, con la quale subito si sono messi in contatto, per esprimere solidarietà e assicurare giustizia, il sindaco della città, Antonio Pannone, e il comandante della Polizia Locale, Michele Orlando. «Sono state parole forti nei confronti di Andrea (il bimbo autistico di cui l'associazione porta il nome, ndr) e di tutti i disabili, - spiega Maraucci - da parte di chi dovrebbe tutelarci, aiutarci. Parole offensive da parte di un agente, proprio sotto il post in cui noi chiediamo aiuto alle forze dell'ordine».

«Il comandante della Polizia Municipale Orlando, come il sindaco Pannone - ha aggiunto la presidente - ci hanno immediatamente espresso solidarietà assicurandoci che verranno presi provvedimenti. Questa persona non solo ha offeso Andrea e tutti i disabili - prosegue - ma ha mancato di rispetto alla divisa che indossa e a tutti i suoi colleghi di Afragola che ogni giorno fanno il loro dovere».

L'agente poco dopo si è scusato, sempre sui social per le sue parole «inopportune e infelici». «...non volevo offendere nessuno ma semplicemente richiamare tutti al rispetto delle regole - si legge nel post di scuse - ...espressioni usate sono state sbagliate ed ingiuste nei confronti di coloro che vivono la propria disabilità rispettando le regole...». 

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