Fiumi di droga dai Monti Lattari,
il figlio del sindaco tra i sette arrestati

di Dario Sautto

  • 578
Gestivano spaccio di droga e armi, smantellato gruppo tra Casola di Napoli, Lettere, Torre Annunziata e San Rufo. Stanotte, i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina nei confronti di sette indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nonché detenzione e porto abusivi di armi. 

Tra l’ottobre 2017 e il marzo 2018, i carabinieri hanno indagato sui canali di approvvigionamento per piazze di spaccio nelle province di Napoli e Salerno, dove giungevano rifornimenti di marijuana e cocaina. In due sono finiti in carcere, tre ai domiciliari, mentre a due è stato notificato il divieto di dimora nella provincia di Napoli. 

Dai monti Lattari partivano i rifornimenti di droga per le piazze di spaccio del Salernitano. A gestire l'affare erano due famiglie ritenute legate al fruttuoso business delle piantagioni di canapa indiana. Insieme ai coltivatori, tra gli arrestati ci sono un benzinaio di Torre Annunziata e il figlio del sindaco di San Rufo. 
 

In carcere vanno Ciro Sabatino, 45 anni, di Pimonte, noto come Cipriano, residente a San Rufo, e Giuseppe Sudano, 31 anni, di Salerno. Ai domiciliari, invece, Antonio Marmo, 26 anni, figlio di Michele, sindaco di San Rufo; Ciro Gargiulo, 55 anni, detto 'o biondo, di Lettere; Antonino Di Lorenzo, 52 anni, alias 'o lignammone, pregiudicato di Casola. Divieto di dimora in provincia di Napoli per C.D.L., 23 anni, al momento ai domiciliari a Casola, e P.O., 40 anni, benzinaio di Torre Annunziata. I sette hanno tutti precedenti specifici.
 
Gargiulo e Sabatino - insieme a Di Lorenzo ritenuti tra i più esperti narcos dei monti Lattari - erano stati arrestati a settembre in una piantagione di canapa indiana a Roscigno, sempre nel Salernitano.  Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Di Lorenzo gestiva una piazza di spaccio di droga, ma con Gargiulo e Sabatino riusciva a rifornire anche i pusher di San Rufo e Teggiano, tra cui proprio il figlio del sindaco Marmo. Durante le indagini sono stati documentati diversi episodi di spaccio di marijuana (anche un chilo alla volta) e cocaina, mentre alcuni degli indagati erano in possesso di fucili da caccia e centinaia di cartucce, insieme a polvere pirica per ordigni artigianali. 
 
Venerdì 9 Novembre 2018, 08:19 - Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 07:10
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP