Il lago d'Averno non respira
cefali morti nell'acqua rossa

Domenica 2 Aprile 2017 di Pasquale Guardascione

POZZUOLI. Il fenomeno delle acque rosse del lago d'Averno si è esteso su quasi tutta la superficie dello specchio acqueo. Già ci sono stati primi effetti. Diversi i cefali morti presenti tra i canneti nella zona in prossimità della grotta di Cocceio. Ieri l'Arpac ha effettuato un primo sopralluogo e domani si conoscerà l'esito delle analisi delle campionature delle acque.
 

 

«È molto ben chiaro il tipo di fenomeno che in questo momento sta interessando l'Averno - spiega Giuseppe Onorati, responsabile monitoraggi dell'Azienda Regionale per la Protezione Ambientale della Campania - ma solo dopo i dati delle analisi potremo indicare la specie algale». Le acque rosse ieri erano facilmente visibili lungo tutto il perimetro circumlacuale e anche verso il centro del lago. «I prelievi effettuati per altri motivi martedì ci hanno per certi aspetti aiutato a capire - continua - c'è stata una prima fase in cui nei primi cinque metri c'era un eccesso di ossigeno causato da un aumento della fotosintesi della flora presente nel lago. Uno step che ha anticipato la fioritura algale avvenuta tra la notte di giovedì e la giornata di venerdì». La proliferazione delle alghe dovuto ad un ambiente ricco di nutrienti ha prodotto successivamente micro-organismi filamentosi di colore rossastro da cui ne deriva appunto il colore attuale del lago. «Non trovando però più nutrienti le alghe muoiono e vanno in decomposizione creando una reazione organica totalmente opposta a quella iniziale - spiega il dirigente dell'Arpac -. si passa da un eccesso di ossigeno alla sua totale assenza con la creazione di un ambiente anossico. A risentirne maggiormente sono i pesci che iniziano a boccheggiare a pelo d'acqua. Già ieri abbiamo constatato che alcuni sono già morti».
 

Ad aggravare maggiormente il fenomeno dell'anossia è la mancanza del ricambio delle acque a causa del canale di collegamento con il mare totalmente ostruito. Canneti, vegetazione spontanea, ghiaia e rifiuti di ogni genere, infatti, sono in bella mostra lungo tutto il canale. La temperatura del primo strato delle acque del lago fino a martedì era di sedici gradi ma con il caldo anomalo di questi giorni è notevolmente aumentata favorendo il fenomeno dell'eutrofizzazione. «Nell'attesa che si conoscano gli esiti dei prelievi delle acque e si facciano le dovute verifiche - dichiara Onorati -.in via informativa consigliamo di non pescare e non cibarsi dei pesci del lago d'Averno non conoscendo ancora di quale specie algale si tratti. Il nostro non vuole essere nessun allarmismo ma in certi casi è sempre meglio prevenire».

Un fenomeno molto simile a quello dello specchio acqueo flegreo ha interessato negli anni scorsi il lago di Ledro che si trova in Trentino Alto Adige, in una valle sospesa che congiunge la valle del Chiese con il lago di Garda. Negli anni ottanta, nell'autunno del 2009 e nel novembre 2011, parte del lago si tinse di rosso per la fioritura di un alga indicatrice di un'aumentata trofia del lago. Il colore delle acque dell'Averno soprattutto in questa fase è molto simile a quello del lago di Ledro. Ma saranno solo i risultati dei prelievi dell'Arpac, che si conosceranno nella giornata di domani, a stabilirne con certezza la specie algale e la sua fase evolutiva.

Ultimo aggiornamento: 20:01