Incidente nella metropolitana di Napoli, il giallo della vecchia motrice a gasolio

Martedì 14 Gennaio 2020
Indagini dei carabinieri in corso a Napoli per fare luce sullo scontro tra treni della linea 1 della metropolitana avvenuto stamattina nei pressi della stazione di Piscinola. La circolazione dei convogli è bloccata, su disposizione dell'autorità giudiziaria. 

L'attività investigativa, coordinata dalla Procura di Napoli, è finalizzata all'individuazione delle cause di quanto successo, se si è trattato di un errore umano o se si è verificato un guasto nel sistema che regola la circolazione dei convogli.

 
 

Secondo quanto si è appreso, la scorsa notte sono stati eseguiti interventi di manutenzione con una vecchia motrice a gasolio sui binari della linea 1 della metropolitana proprio dove stamattina si è verificato l'incidente. Già in passato si sono verificati, si apprende, problemi di frenata per i primi treni che la mattina entrano in servizio, causati dai liquidi viscidi che la motrice lascia sui binari. La motrice, inoltre, si innesta sui binari della linea 1 proprio dal deposito presente nei pressi della stazione di Piscinola, lo stesso dal quale stamattina è uscito il treno che avrebbe causato l'incidente, alla cui guida c'era il macchinista rimasto ferito.

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«Sulle cause e la dinamica esatta dell'incidente attendiamo che si pronunci la magistratura». Così l'amministratore di Anm, Nicola Pascale, parlando con i giornalisti al termine di un sopralluogo alla stazione metro di Piscinola. «I danni ai convogli - ha detto Pascale - sono rilevanti per uno dei tre e ridotti per gli altri due. Le condizioni del ferito più grave, uno dei macchinisti, che è ricoverato all'ospedale Cardarelli, sono al vaglio dei medici ma ad un primo esame non sembrano gravi. Il macchinista ha riportato un trauma toracico».

 

«In attesa di conoscere la dinamica dell'incidente di stamattina, vorremmo sapere come sia possibile che la metropolitana Linea 1 di Napoli, dotata di tutti i sistemi tecnologicamente all'avanguardia per garantire la sicurezza dell'esercizio, possa essere vittima di un presunto errore umano. Secondo le procedure infatti, anche qualora il macchinista non si fisse accorto dell'eventuale segnale di stop, il sistema di sicurezza avrebbe dovuto prevedere il fermo del treno», denuncia Marco Sansone del Coordinamento regionale Usb Lavoro privato. E aggiunge: «Fa male constatare il clima di odio nei riguardi dei lavoratori dell'Anm che si sta evidenziando in queste ore sui social, persino dopo un incidente che sarebbe potuto costare vite umane. La responsabilità inequivocabile di questo è di chi, da troppo tempo, discredita e getta fango sulla categoria per distrarre l'opinione pubblica dal suo fallimento gestionale», conclude.
  Ultimo aggiornamento: 12:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA