Incurabili a Napoli, c'è il piano per la rinascita: pronti 100 milioni di euro

Sabato 26 Ottobre 2019 di Giuliana Covella
«Abbiamo il dovere morale di custodire luoghi come questo, che sono tesori unici al mondo, perché riescono a coniugare l'arte e la storia con una medicina di altissimo livello e il nostro compito non può che essere quello di portarlo ad una rinascita». Così il presidente della Regione Vincenzo De Luca sul progetto di riqualificazione degli Incurabili, che sarà presentato oggi alle 15 al Mann.

Santa Maria del Popolo degli Incurabili con l'annessa farmacia rinasce così dopo anni di incuria e abbandono, e mira a essere non solo un rinnovato presidio ospedaliero nel cuore del centro antico, ma anche uno dei percorsi storico-artistici prediletti dai turisti. Un progetto per il quale sono stati stanziati dalla Regione 100 milioni, che prevede un bando di concorso internazionale che partirà a novembre. Chiuso definitivamente lo scorso aprile dopo l'ennesimo crollo, oggi il complesso voluto nel 500 dalla fondatrice Maria Longo è inaccessibile. Unico a rimanere aperto, perché non interessato dai cedimenti, è il Museo delle arti sanitarie.
 
 

S'intitola «Riqualificazione, restauro e rifunzionalizzazione del complesso monumentale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili. Il quadro esistenziale e gli indirizzi metodologici» l'incontro previsto oggi, in cui si illustrerà l'opera di restyling che riguarderà l'antico ospedale. Ciro Verdoliva, direttore generale dell'Asl Napoli 1, ha annunciato: «Illustreremo un importante lavoro sul recupero dell'intero complesso degli Incurabili, uno studio propedeutico al bando internazionale per il progetto che verrà pubblicato a novembre. Sarà una grande opera per questa antica struttura».

Oltre a Verdoliva e a De Luca, che chiuderà i lavori, a presentare il progetto sarà il team di esperti che hanno contribuito alla realizzazione tra cui Antonio Bruno, Edoardo Cosenza, Leonardo Di Mauro, Gianluca Minin, Giuseppe Pulli, Gennaro Rispoli. Tornerà così ad essere aperto all'assistenza ospedaliera, ma non solo «un luogo di altissimo valore sotto il profilo storico e monumentale - l'impegno del direttore generale dell'Asl - e, cosa ancor più straordinaria, con una forte vocazione clinico-assistenziale e socio-sanitaria».

Nel corso degli anni, il complesso degli Incurabili è stato interessato da ripetuti cedimenti che ne hanno reso necessaria la chiusura la scorsa primavera.
 

«Ci siamo ritrovati con un'ordinanza che - rilevata l'esistenza di concreto pericolo - a tutela della pubblica e privata incolumità ha imposto la messa in sicurezza dei luoghi», ha spiegato Verdoliva. Da qui l'esigenza di sgomberare in via definitiva lo scorso 6 aprile sia le 21 famiglie residenti in edifici attigui sia i 23 pazienti e interdire le aree museali della farmacia settecentesca e della chiesa annessa. Il crollo della volta di sostegno del luogo sacro era stato solo l'ennesima prova di una situazione di degrado e incuria dell'intero complesso. Crepe, instabilità e lesioni varie erano visibili da tempo. Motivo per cui l'Asl aveva ordinato l'immediato trasferimento dei degenti in altre strutture e l'immediata chiusura dei reparti di chirurgia, urologia e radiologia, oltre al blocco operatorio. Altro grave danno riguarda la storica farmacia. Un gioiello del 700, nato sull'antica spezieria del 500, luogo di attrazione per i turisti. Ora un progetto che ambisce a portare l'intero complesso degli Incurabili a una nuova funzione sanitaria e assistenziale, ma anche alla conservazione e valorizzazione del suo patrimonio storico-artistico. Ultimo aggiornamento: 11:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA