Metropolitana di Napoli, via le scritte: cancellato l'omaggio ai baby rapinatori

Domenica 21 Marzo 2021 di Giuseppe Crimaldi
Metropolitana di Napoli, via le scritte: cancellato l'omaggio ai baby rapinatori

Nella guerra dei murales dedicati a giovani uccisi mentre commettevano reati l'ultimo punto se lo aggiudica il buonsenso. Vanno via scritte e slogan che inneggiavano ad Ugo Russo ed Emanuele Scarallo, due dei tanti, troppi ragazzi cresciuti male e in fretta e tragicamente morti nelle notti insidiose di Napoli: ieri mattina quei graffiti che imbrattavano l'esterno artistico del metrò collinare sono stati cancellati.

A sfregiare parte dell'elegante struttura arricchita da opere di Luigi Serafini e Lucio Del Pezzo era stata la solita mano anonima armata di bombolette a vernice spray; la stessa che deturpa un po' in ogni dove (e in alcuni casi persino monumenti storici che poi si è stati costretti a blindare addirittura con alte cancellate di ferro, come nel caso di piazza Dante) con inutili e talvolta anche pericolosi messaggi. In questo caso gli anonimi writers si erano limitati a scrivere a caratteri cubitali i nomi di Russo e Scarallo in più punti. Un omaggio gratuito quanto poco rispettoso per un luogo dell'arte ritrovata, e in questo caso parliamo della struttura di piazza Scipione Ammirato, quartiere Materdei.

 

A poche ore da quell'incursione, ieri mattina sono entrati in azione alcuni dipendenti della Metropolitana Coopservice per cancellare le scritte. Un segnale di civiltà. Dissolte in meno di un'ora le scritte che inneggiavano ai due baby rapinatori morti mentre tentavano di mettere a segno delle rapine in strada. A denunciare l'ennesimo sfregio sollecitandone la rimozione erano stati tre giorni fa - dopo aver ricevuto segnalazioni da alcuni residenti della zona - il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, e il consigliere della Municipalità Vomero-Arenella del Sole che ride, Rino Nasti. «Un altro segnale contro la criminalità - commentano i due - Pochi giorni fa, dopo una segnalazione ricevuta dai cittadini, avevano denunciato la comparsa di due scritte sulla piramide monumentale della metropolitana di Materdei. Scritte in onore di due giovani rapinatori morti, Ugo Russo e Emanuele Scarallo. Ieri mattina i dipendenti della Metropolitana Coopservice si sono recati sul posto per ripulire la piramide». 

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«Un ringraziamento sentito - concludono Borrelli e Nasti - per aver risposto celermente alla nostra denuncia, attivandosi immediatamente per ripulire. Notiamo che ad ogni murale o altarino rimosso ne compaiono altri, come in segno di sfida. Rimuoverli velocemente è un segnale importante da lanciare alla criminalità». Va solo aggiunto che proprio nel quartiere di Materdei, grazie al lavoro e anche alla bravura di alcuni giovani dei centri sociali, alcune zone degradate sono state riqualificate proprio con la creazione di murales (ovviamente artistici e che nulla hanno a che fare con gli altri) al punto che nel quartiere si organizzano anche tour guidati nelle vie dei murales.

E ha proprio ragione Borrelli. Il fenomeno dei murales dell'illegalità sta assumendo contorni inquietanti. Anche alla luce del fatto che - appena rimossi - c'è chi è pronto a replicarli, in una sorta di sfida alla legalità. Ma se già invaleva la pessima abitudine di deturpare facciate di palazzi (magari appena ripuliti e ristrutturati), di monumenti, targhe stradali con volgari scritte a vernice spray, adesso la tendenza è quella di immortalare i profili di giovani rapinatori o spacciatori morti giovanissimi. L'elenco è lungo ed è su questa lista che Il Mattino ha avviato una campagna di educazione civica e legalità per far sparire questi segnali negativi, che nulla c'entrano ovviamente con il rispetto che si deve a ogni persona che muore. Grazie all'intervento del prefetto Marco Valentini la rimozione di queste immagini è iniziata. E proseguirà anche nei prossimi giorni. Già cancellate le immagini di Luigi Caiafa (17enne che ad ottobre - mentre con un complice stava compiendo una rapina - era stato ucciso da un poliziotto); e quella di Benvenuto Gallo (20enne assassinato in un agguato di camorra per la droga). Prossimamente toccherà anche all'altarino dedicato a Emanuele Sibillo nel centro storico. 

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