Lo scientifico Segré di Mugnano finalista al concorso per giovani geni: ricerca su un batterio della Solfatara

Giovedì 26 Maggio 2022 di Dario De Martino
Lo scientifico Segré di Mugnano finalista al concorso per giovani geni: ricerca su un batterio della Solfatara

La data di oggi è cerchiata in rosso ormai da settimane. La giura a Milano esaminerà tutti i progetti in gara. Contemporaneamente nelle otto scuole finaliste, gli studenti attenderanno l’esito con trepidazione, sotto l’occhio delle telecamere di Sky che riprenderanno la giornata. E per la prima volta dopo sei edizioni, in corsa per l’ambito premio c’è anche una scuola napoletana: il liceo scientifico Segrè di Mugnano. Il premio di cui parliamo è di quelli importanti: Mad for Science, un concorso nazionale tra licei scientifici ed istituti tecnici di tutta Italia con in palio un montepremi complessivo di oltre 175mila euro. All’inizio dell’anno erano oltre 150 gli istituti che hanno presentato i loro progetti sul tema «le biotecnologie al servizio della salute dell’uomo e dell’ambiente». Adesso ne sono rimasti in otto e tra questi c’è proprio l’Emilio Segrè di Mugnano. 

«Siamo molto soddisfatti di aver raggiunto la finale. È stato un percorso lungo e faticoso, con i ragazzi abbiamo lavorato giorno e notte», dicono emozionate le quattro docenti che hanno guidato i ragazzi: la team leader Maria Luisa Mazzone e le professoresse Maria Gaia Monti, Ilaria Ermano e Palma Cavallo. Sono state loro, supportate dalla dirigente scolastica Raffaelina Varriale, ad avere l’idea di partecipare al concorso bandito dalla Fondazione Diasorin. Un team tutto al femminile, con competenze diverse e tanta voglia di fare, che ha trovato terreno fertile negli studenti del liceo. Cinque i ragazzi che fanno parte del progetto che è arrivato in finale: Alessandro Gentile, Alessandra Imperatore, Giosuè Ferrillo, Annachiara Uccello e Aurora Ceparano. Un gruppo affiatato a cui si sono aggiunti anche Vincenzo Esposito e Giuseppe Pandolfi. Saranno loro i veri protagonisti della giornata. Si tratta di ragazzi del quarto anno (solo uno del terzo) che da mesi lavorano alla ricerca e alla loro presentazione. «Abbiamo scelto di puntare sui ragazzi del quarto anno perché così, se dovessimo riuscire ad arrivare nei primi posti potranno anche vivere il laboratorio ottenuto grazie al loro lavoro», spiegano le docenti del team. 

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Alla scuola prima classificata andranno la bellezza di 50mila euro (più materiali di consumo per un valore di 25mila euro) per l’implementazione di un biolaboratorio didattico. 25mila euro e materiali per altri 12mila euro sono il montepremi per il secondo classificato. C’è poi un premio speciale comunicazione da 15mila euro. In qualsiasi caso, comunque, le scuole finaliste non torneranno a casa a mani vuote: i cinque istituti che non andranno a premio otterranno comunque 10mila euro per l’acquisto di una piccola strumentazione e materiale da laboratorio. Soldi con cui il Segré potrà continuare a lavorare al progetto che li ha portati in finale. Si tratta di una ricerca su un batterio che vive nei fanghi bollenti della Solfatara i cui preziosi enzimi producono un bioetanolo più sostenibile ed economico. «Abbiamo scelto di puntare su questo progetto perché i ragazzi sono molto attenti al tema della transizione ecologica», spiegano le docenti. Ed in effetti il progetto di ricerca, sviluppato con l’aiuto del dipartimento di biologia della Federico II e del Cnr, ha convinto tutti, tanto da superare i lunghi e severi step del concorso. Prima la preselezione con la bozza del progetto in cui sono state scelte le prime scelte cinquanta scuole. Poi la realizzazione della ricerca vera e propria e la sua presentazione che li ha portati alla finale ad otto. Ed oggi la finalissima. In giuria ci saranno: Francesca Pasinelli (presidente della fondazione DiaSorin), Andrea Ballabio (direttore Tigem), Irene Bozzoni (professore di biologia molecolare della Sapienza di Roma), Barbara Gallavotti (giornalista e divulgatrice scientifica), Carlo Mazzone (global teacher Prize ambassador) e Ruggero Parti (professore ordinario di patologia generale al San Raffaele di Milano). Saranno loro a decidere la scuola vincitrice tra le otto finaliste. Al Segrè sono già felici di esserci, ma ora puntano al massimo.

Ultimo aggiornamento: 27 Maggio, 08:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA