Napoli, canile salvo e acqua per 200 ma gli abbandoni non si fermano

Martedì 22 Settembre 2020 di Melina Chiapparino

«Sono salvi più di 200 cani». Lo dice tirando un sospiro di sollievo, Melina Vitale la fondatrice del Rifugio canino “La Fenice”, a Ponticelli, che correva il rischio di rimanere senza fornitura d’acqua. Questione di ore e ci sarebbe stata l’interruzione dell’allaccio idrico che fino a oggi era stato garantito dalla confinante caserma dei Vigili del Fuoco, ora bloccato a causa di lavori di restyling. La soluzione è arrivata dal Comune di Napoli che ha predisposto un piano di emergenza previsto dallo stato dell’azienda Abc, riconoscendo il valore sociale dell’attività che quotidianamente porta avanti il canile, impegnato anche nella promozione delle adozioni.

L’allarme, era stato lanciato dai volontari della struttura in via Virginia Wolf che da oltre 20 anni si occupa di salvare cani abbandonati e maltrattati, assicurandogli cure e collaborando con l’Asl veterinaria, oltre a svolgere attività specifiche come la riabilitazione dei cani con disabilità o vittime di violenza. Un’attività completamente gratuita che si regge sulle donazioni e sulle risorse dei volontari per i quali l’acqua «è fondamentale non solo per la cura degli animali e il loro sostentamento ma anche per garantire le condizioni igienico sanitarie del rifugio».

Per questi motivi, il nuovo allaccio che da adesso in poi garantirà la fornitura idrica al canile, senza spese a carico dei volontari, rappresenta «un vero e proprio segnale di civiltà da parte dell’amministrazione comunale – ha spiegato la fondatrice conosciuta come “Melina dei cani”- il Comune ha dimostrato di non abbandonare le periferie e il nostro grazie va a tutti coloro che hanno permesso la sopravvivenza di questi angeli a 4 zampe». Il costo di una fornitura d’acqua, come quella necessaria al fabbisogno della struttura che ospita più di 200 cani, sarebbe stato insostenibile per i volontari che riescono a stento a coprire tutte le spese per crocchette, alimenti specifici per i cani ammalati o anziani, coperte, medicine, cure veterinarie e i beni di prima necessità.

Per agire in fretta e rispettando le norme in materia di forniture idriche, la macchina amministrativa di Palazzo San Giacomo si è messa in moto con una lettera di Sandro Fucito, il presidente del Consiglio Comunale che si è rivolto al Sindaco descrivendo il canile come una realtà che «rappresenta una preziosa esperienza di volontariato rivolto all'assistenza di ormai oltre duecento cani seguiti dallo spirito animalista ed instancabile di decine di volontari». Nel documento, protocollato il 31 agosto 2020, Fucito chiedeva di «dare mandato all’azienda Abc per sventare l’ipotesi dell’interruzione idrica» ed evitare «un’emergenza sanitaria per i cani». Dopo confronti e incontri per trovare una soluzione che fosse compatibile con norme e burocrazia, una nota sottoscritta il 17 settembre 2020 dall’assessore comunale alle Politiche Sociali, Lucia Francesca Menna, ha predispoto la fornitura di acqua al Rifugio La Fenice Asla Onlus, «per fini sociali, secondo gli articoli 26 e 27 dello statuto dell’azienda Abc».

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«Lo statuto prevede la possibilità su richiesta comunale di assicurare la fornitura idrica per iniziative socialmente rilevanti, esattamente come il caso del Rifugio La Fenice, per il quale ci siamo messi subito a disposizione- spiega Sergio D’Angelo, commissario dell’azienda Abc- non ci saranno costi per il canile e noi possiamo garantire a vita queste condizioni di fornitura, purché non cambi la natura o l’attività dei Rifugio». «E’ stato compiuto un atto di assunzione da parte dell’amministrazione con sensibilità, dimostrando attenzione verso le periferie- ha concluso Fucito – ora bisogna pensare ad ampliare questo programma e questo ascolto nei confronti dei bisogni delle periferie a cominciare dalla regolarizzazione della parte adiacente di suolo al canile che gli darebbe la possibilità allargarsi, perché queste sono le azioni che misurano la civiltà di un territorio».

Se per l’acqua, il canile si è assicurato il lieto fine con la richiesta dell’amministrazione comunale dove però c’è la scadenza al 31 dicembre che, rassicurano, sarà rinnovata, non è lo stesso per gli abbandoni. «Pochi giorni fa sono venuti ad abbandonare l’ennesimo cucciolo di pochi mesi fuori al Rifugio- raccontano i volontari che hanno denunciato l’accaduto, ripreso dalle telecamere della struttura – con l’estate abbiamo registrato un aumento degli abbandoni e purtroppo l'emergenza continua».

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