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Napoli, a piazza Garibaldi mercatino degli stracci, bivacchi, risse e droga: «Ora un presidio fisso»

Domenica 26 Giugno 2022 di Gennaro Di Biase
Napoli, a piazza Garibaldi mercatino degli stracci, bivacchi, risse e droga: «Ora un presidio fisso»

Le strade strette tra via Pasquale Stanislao Mancini e via Lorenzo Fazzini sono una pattumiera. Non esiste un altro sostantivo che ne racconti la condizione. Siamo a due passi dalla statua di Garibaldi, alla stazione, e questa è l’area del suk di extracomunitari che abitano e occupano quotidianamente la zona. Vendono merce povera destinata ai poveri. Oppure merce destinata ai turisti e taroccata. È da queste parti che, nell’ambito di un sequestro di cibo abusivo. Anche poco più in là, nei pressi dell’arena, piazza Garibaldi - cioè uno degli hub attualmente più importanti del turismo italiano, da poco rifatto e già devastato - affonda nel degrado più totale. 

Praticamente non si cammina, sui marciapiedi dal lato di via Mancini. L’immondizia domina incontrastata anche negli stalli del parcheggio. Questa fetta di città è tutta una distesa di lenzuola, bancarelle, merce contraffatta, alimentari esotici. Chi vive e “lavora” in queste vie, arriva per la stragrande maggioranza dal Vasto, zona extracomunitaria per eccellenza, piena di paradossi e povertà. Come per i quartieri “napulegni”, anche qui, nella casa degli immigrati partenopei, c’è una parte sana del quartiere che si scontra continuamente con una parte malata e senza presente delle stesse vie. Tornando al suk di via Mancini, dei francesi cercano di procurarsi un biglietto da una emettitrice malandata. Ci provano per qualche minuto, scansando varie discariche. Poi desistono e vanno via. Poco più in là, un cingalese dorme rannicchiato sotto la statua di Garibaldi. C’è uno stormo di piccioni che becca sigarette e molliche lanciate dagli immigrati seduti sulle panchine. Saranno un centinaio, di domenica, a metà pomeriggio. Uno di loro di alza per camminare. Quindi si ferma a fissare i quadri elettrici devastati della piazza. Scene da capitale del degrado, ben più che del turismo. 

Una coppia olandese, lei cappellino di paglia, lui maglietta bianca e calzoncini, arresta il passo all’improvviso, appena fuori dalla stazione. I due sono pietrificati, e non solo per l’immondizia sparsa nelle aiuole o per i cestini ribaltati. Davanti ai loro occhi, uno dei tanti clochard - extracomunitari - che occupano gli alberelli ingialliti della piazza rinnovata ma non più nuova, sta orinando nei pressi dell’arena. In pieno giorno. I vacanzieri, qui - ne passano migliaia all’ora - vengono cooptati anche dagli ambulanti dell’altro suk di merce abusiva, quello che sorge tra via Torino e via Bologna. Eppure, i nuovi bar non si contano. Alcuni sono aperti dagli stessi immigrati, altri da napoletani che ancora credono nel rilancio della stazione. Non a caso, ai tavolini si trovano comitive di senegalesi del Vasto e, indifferentemente, vacanzieri spagnoli, francesi o tedeschi. Spesso, purtroppo, malcapitati. C’è una strana confusione di vite e di target, tra via Torino e l’arena di piazza Garibaldi, fatta di marocchini che rollano canne e stranieri con trolley Samnsonite. Gli opposti sociali che si incrociano, negli stessi spazi. 

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«Va sempre peggio - sospira Adelaide Dario, del Comitato Quartiere Vasto - Per noi è importante che, grazie al comandante Marraffino, ci siano uomini della polizia municipale che impediscono il mercato notturno della spazzatura. Una tara che purtroppo è andata avanti per mesi ed era un’immagine terribile per i turisti che, sempre più in massa, arrivano in piazza Garibaldi. Ci sono tanti giovani che hanno investito con locali e b&b in zona stazione, ed è un peccato che Napoli, una città che potrebbe vivere di turismo, sia invece soggetta a queste scene. La nostra zona è martoriata da troppi anni: lo Stato ha sempre arretrato davanti all’occupazione degli spazi comuni da parte della parte malata degli extracomunitari. Purtroppo le giostrine e gli alberelli sono diventati letti dei clochard. Il Questore dia un aiuto ai vigili urbani, inviando sul territorio altri uomini in divisa. Anche il lavoro di Asìa sta lasciando a desiderare: le strade sono sempre sporche. Se c’è, come sembra, la volontà politica di riconquistare l’area, serve più energia». 

Gianluca Cipolletta ha appena aperto un bar, Napoli Centrale, a tre passi dall’arena. «Ho inaugurato due mesi fa - dice - la piazza ha due facce: una bella, a livello architettonica, l’altra degradata. Dopo sforzi economici importanti, la stazione è in stato di abbandono. I turisti qui si spaventano. L’utenza degli extracomunitari, purtroppo, porta inquinamento, anche di escrementi. Tanti si denudano e sono ubriachi. Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, riguardo agli extracomunitari, ma l’80% di quelli che vedo occupare la piazza non è produttivo. Prima dell’aggressione di ieri, nei giorni scorsi, c’è stato un accoltellamento, proprio qui davanti all’edicola e al mio bar. Avevo gente seduta al tavolo che è scappata via senza pagare. Serve un presidio fisso all’interno della piazza, altrimenti risolvere la situazione non sarà facile». 

Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 07:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA